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Martedì, 5 Marzo 2024
Cronaca

Dal carcere di Terni in diretta video su Tik Tok con pizza calda e canzoni neomelodiche

Indagine di squadra mobile e polizia penitenziaria, tre nei guai: c’è anche un ragazzo detenuto perché sospettato di avere ucciso un diciottenne dopo una lite per un paio di scarpe macchiate

Canzoni neomelodiche, pizza calda appena sfornata e l’immancabile diretta video su Tik Tok. Tutto normale se sei un ragazzo. Un po’ meno, se la diretta arriva da una cella. E infatti, il video non è passato inosservato agli agenti della squadra mobile di Napoli che hanno riconosciuto uno tra i possibili protagonisti, avviando l’attività di indagine che ha portato a tre denunce.

Dal capoluogo campano, la segnalazione del video anomalo è arrivata ai colleghi della questura di Terni perché gli investigatori avevano “riconosciuto con buona probabilità”, nonostante avesse il volto parzialmente camuffato con una sciarpa, Francesco Pio Valda, probabile autore dell’omicidio di Francesco Pio Mainone, “diciottenne avulso da contesti criminali – ricostruiscono i poliziotti in una nota - ucciso sul lungomare di Napoli il 20 marzo 2023, nel corso di una lite tra paranze per un paio di scarpe macchiate”.

Secondo quanto appurato dagli investigatori in merito a quei fatti, Valda, allontanandosi dal luogo della lite, avrebbe estratto una pistola esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha ucciso Mainone risultato totalmente estraneo alla vicenda. Valda il giorno successivo era stato arrestato in esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla direzione distrettuale antimafia. L’arrestato è il figlio di un affiliato al clan Cuccaro e deceduto in un agguato di camorra nel 2013. Proprio per quei fatti, Valda è attualmente è detenuto presso la casa circondariale di vocabolo Sabbione a Terni.

Da qui le indagini della polizia di Stato che, in collaborazione con la polizia penitenziaria e il coordinamento della procura della Repubblica di Terni, hanno consentito di identificare i tre giovani autori del video, tutti di nazionalità italiana, due dei quali di origini campane e l’altro siciliane, ristretti nel carcere di Terni per reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti, omicidio e associazione di tipo mafioso.

Proprio grazie all’identificazione del censurato siciliano – unico con il volto scoperto - tramite il sistema Sari – il sistema di riconoscimento facciale utilizzato dalla polizia di Stato - è stato possibile avere riscontro rispetto all’ipotesi investigativa.

Individuati i responsabili e la cella in cui era stato registrato il video, nella tarda serata del 13 dicembre scorso, personale della squadra mobile di Terni e della polizia penitenziaria hanno dato esecuzione al decreto di perquisizione emesso dal procuratore di Terni all’interno del carcere. Questa attività ha consentito di trovare, ben nascosto, un minicellulare che, malgrado le dimensioni, era dotato di telecamere idonee alle videoregistrazioni, oltre agli indumenti utilizzati per nascondere il volto durante la diretta video.

I tre sono stati dunque denunciati per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione, essendo, l’utilizzo da parte dei detenuti di telefoni cellulari all’interno del carcere, un reato severamente sanzionato.

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