Ecco i 'furbetti' dell'impermeabile, alla cascata delle Marmore abusivi in azione

Comprano il biglietto ed entrano come turisti normali, invece poi tirano fuori dagli zaini impermeabili da vendere al prezzo doppio ai turisti sprovveduti. I gestori: "Non possiamo perquisirli, noi facciamo tutto ciò che ci compete e segnaliamo a chi di dovere"

Non solo rose e ombrelli in centro. Ora spuntano pure i ‘furbetti’ dell’impermeabile. Accade alla cascata delle Marmore dove vari ambulanti abusivi si piazzano lungo i sentieri e vendono ai visitatori giubbini impermeabili a un prezzo maggiorato rispetto a quello dei normali negozi autorizzati di souvenir o nelle biglietterie. Si tratta di cifre modeste, ma il fenomeno ha assunto una certa consistenza e i gestori stanno cercando di porvi rimedio.

Spesso si tratta di impermeabili riciclati o rubati, ma ci sono anche quelli ben sigillati, acquistati chissà dove, un raggiro ai danni dei turisti. A quanto pare, per entrare all’opera, vengono scelte posizioni strategiche e più gettonate come il balcone degli innamorati. In azione sarebbero almeno in due o tre soprattutto nei giorni di massimo afflusso turistico, dunque nei fine settimana e nei giorni festivi. Così, chi non aveva  acquistato legalmente un impermeabile al prezzo di un euro, poi lo compra a 2 o a 3 euro. Un fenomeno che esiste da mesi che, a conti fatti, raggiunge anche introiti non del tutto irrilevanti. Le proteste non sono mancate.

“Noi facciamo tutto quello che è nelle nostre competenze – spiega Maurizio Santini per conto dell’attuale gestore (l’Ati Vivaticket, Umbria Risorse, Troiani, Didasko e Montemeru, ndr) – all’ingresso informiamo sempre i visitatori che occorre un impermeabile, ma non possiamo costringerli a comprarlo e il più delle volte non ci ascoltano. Per il resto, abbiamo segnalato il fatto ogni volta che ci è stato riferito a chi spetta fare i controlli, ovvero ai vigili urbani che intervengono. Poi però i venditori si ripresentano”. Non è neppure tanto semplice bloccarli: “Entrano con lo zaino sulle spalle – precisa Santini - pagano regolarmente il biglietto come qualsiasi turista, mica possiamo perquisirli, questo non ci compete. Tra l’altro, quando si accorgono della presenza dei nostri operatori lungo i vari sentieri, riescono a nascondersi con facilità e a sfuggire alle verifiche”. Una vicenda, in ogni caso, poco gratificante per l’immagine della Cascata e della città. “Purtroppo – rimarca Santini – questa situazione si verifica pure in altre parti d’Italia, al Colosseo ad esempio il venditore abusivo è all’ordine del giorno. Certo non è da giustificare, però non siamo certo gli unici”.

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