Emergenza bomba, comincia l'ultimo viaggio dell'ordigno

Gli artificieri dell'esercito hanno completato il despolettamento, l'esplosione avverrà nella cava di San Pellegrino. Qualche rallentamento e disagio nelle operazioni di evacuazione della popolazione di Cesi, in ritardo anche le navette. IMMAGINI, VIDEO e AGGIORNAMENTI

Aggiornamento ore 16 Tutto pronto alla cava di San Pelligrino di Narni per far brillare la bomba

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Aggiornamento ore 15.30 Ultime operazoni presso la cava di San Pellegrino prima del brillamento della bomba. Nota curiosa: una volta uscito dal raccordo Terni-Orte, il convoglio si è diretto verso Amelia anziché verso Narni. All'altezza dell'ex pastificio Federici, dopo la frazione di Fornole, mezzi dell'esercito e auto delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, sono stati costretti ad una inversione ad "U" per tornare verso la cava.  

Aggiornamento ore 14.40 Via libera al rientro della popolazione nelle case evacuate

Aggiornamento ore 14.30 Gli artificieri dell'esercito hanno completato il despolettamento della bomba, ora comincia l'ultimo viaggio dell'ordigno verso la cava di San Pellegrino di Narni dove sarà effettuato il brillamento.

IL VIDEO

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Aggiornamento ore 13 Completata l'evacuazione degli oltre 11mila residenti di Cesi, iniziano le operazioni di disinnesco della bomba che poi verrà trasportata in una cava a San Pellegrino di Narni per il brillamento.

Aggiornamento ore 12.45 Ancora in corso le operazioni di disinnesco perché alcuni cittadini non hanno intenzione di lasciare la loro abitazione. Fino a questo momento, la polizia ha convinto 11 famiglie ad evacuare. Ne restano delle altre.

Aggiornamento ore 10 Tutto pronto per il trasferimento della bomba nella cava di San Pellegrino. A Cesi  sono arrivti gli artificieri dell'esercito che si occuperanno del brillamento. L'ordigno sarà trasferito nella cava di San Pellegrino. Il convoglio dei mezzi militari transiterà probabilmente per il raccordo Terni-Orte. Attorno alla cava sarà disposto un perimetro di sicurezza del raggio di 1.800 metri: l'esplosione potrebbe risultare letale fra 300 e 600 metri, anche a causa di eventuali schegge. Soltanto dopo la completa messa in sicurezza della zona, si procederà a far esplodere la bomba. 

VIDEO: L'arrivo degli artificieri

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VIDEO: Gli artificieri recuperano la bomba

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VIDEO: Il capitano Alessandro Garramone illustra le fasi che porteranno al brillamento della bomba

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Sono iniziate questa mattina con qualche disagio e rallentamento le operazioni di evacuzione nel raggio di un chilometro e 800 metri dalla bomba della seconda guerra mondiale, che è stata ritrovata martedì 24 luglio nei pressi della stazione di Cesi.

Le navette sono state disponibili soltanto intorno alle 7 e quindi un'ora dopo rispetto a quello che era stato previsto come orario di inizio delle operazioni.
Sono 40 gli operatori delle forze dell'ordine - polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale - messi a presidio dei 14 varchi che circondano la zona rossa. Impiegato nche il reparto di prevenzione del crimine contro eventuali azioni di sciacallaggio. Previsto per le 9.30 l'arrivo di un mezzo militare che sarà utilizzato per la rimozione dell'ordigno. Allestito anche un presidio medico della Croce rossa per intervenire nel caso in cui si dovessero verificare emergenze mediche (qui per la gallery).

Le persone più vicine al perimetro, 400 metri, sono state fatte uscire di casa già martedì, ma oggi tocca alle altre 11mila 331rimaste. Il raggio comprende la zona di Cesi, Campo maggiore e Gabelletta fino all'area di Campitello. In molti questi giorni hanno approffittato dell'ospitalità di amici e parenti, mentre altri hanno optato per una breve vacanza. E quest'ultima ipotesi vale anche per questa mattina, in molti hanno deciso di andare al mare, piuttosto che passare la giornata al caldo, in città. Alcuni, invece, sono partiti direttamente ieri sera, per evitare il traffico che probabilmente si creerà, considerato l'esodo dalla città in un orario piuttosto insolito.Non appena sarà finita l'evacuzione gli artificieri inizieranno le operazioni di disinnesco dell'ordigno bellico. Considerata l'alta carica esplosiva, 130 chili di tritolo, e le spolette innescate, la prima fase avverrà da remoto. Gli specialisti quindi cercaranno di disattivare la bomba da lontano, con appositi mezzi tecnici. Non si sa ancora se riusciranno. In caso di risposta negativa saranno costretti a far esplodere il residuato sul posto, altrimenti potranno spostarlo e farlo brillare in una cava, molto probabilmente nella San Pellegrino, nei pressi di Narni.

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ELENCO VIE DA EVACUARE

LA PLANIMETRIA DELL'AREA INTERESSATA

Gli evacuati sono inquieti anche perchè, nonostante i volantini diffusi dal Comune di Terni, ci sono grandi incertezze. Molte le telefonate che tra ieri sera e questa mattina sono arrivate alla polizia municipale: "Noi abitiamo in via del Brecciaiolo. Abbiamo visto che non risultiamo nelle vie da evacuare, eppure abbiamo trovato il volantino con tutte le spiegazioni del caso nella cassetta della posta. Cosa dobbiamo fare?", chiedono alcuni. Ma non solo, anche in via Antonio Vivaldi, ben fuori dalla zona rossa, ci sono problemi. Il messaggio evidentemente non è stato trasmesso in modo chiaro dai funzionari del Comune, fatto sta che la polizia si è trovata inondata dalle chiamate, cosa che non riteneva possibile, vista la campagna di comunicazione messa in atto.

IL VOLANTINO

Il sindaco Leonardo Latini ha pubblicato ieri, 28 luglio, l'ordinanza per l'evacuazioe di oggi, allegando anche un videomessaggio in cui si appellava al buon senso dei cittadini ternani. Il buon senso permane, così come permane la confusione. Per essere più chiari possiamo dire che chiunque abbia bisogno di un posto dove andare, in caso non si sia organizzato altrimenti, ha il palatennistavolo che rimane fuori dalla zona rossa. Qui, non solo è stato allestito un centro di prima accoglienza, ma grazie all'aiuto di alcuni supermercati della provincia è garantito il pranzo e l'eventuale cena nel caso in cui le operazioni si prolunghino. Gli artificieri hanno previsto di far rientrare a casa tutti per le 16, ma tutto dipende da come andranno le operazioni.

L'ORDINANZA FIRMATA DAL SINDACO LATINI

Alcuni degli evacuati si pongono un ulteriore problema. "Da questa mattina, dopo che saremo usciti di casa, ci staccheranno la corrente. Ci rassicurano sul fatto che verrà riattaccata per quando potremo rientrare. Ma se così non fosse come faremo?". Il quesito non è da poco. È di ieri pomeriggio, infatti, la notizia della sospensione elettrica di 170 utenze, in quanto la 'Terni distribuzione eletrrica', dopo la riunione in Prefettura per la pianificazione delle operzioni per il disinnesco dell'ordigno bellico, ha rilevato che la posizione esatta del residuato è in prossimità di una linea aerea di media tensione. E questa linea collega le cabine del bivio di Cesi e di Città Verde. Pertanto, per motivi precauzionali, ritiene di dover mettere fuori servizio il tratto di linea interessata.

ELENCO DELLE VIE INTERESSATE DA SOSPENSIONE ENERGIA ELETTRICA

Le attività della zona rimarrano chiuse. Il sindaco ha emanato anche l'ordinanza con la quale vieta l’apertura e l’esercizio di qualunque attività agricola, artigianale, commerciale, professionale, industriale o di servizio, necessaria al fine di garantire la massima sicurezza delle operazioni di disinnesco.

DOMENICA CHIUSURA ATTIVITÀ COMMERCIALI - L'ORDINANZA

Il divieto, che riguarda l’intera area di sicurezza individuata, avrà validità fino al completamento delle attività degli artificieri. Il provvedimento è stato trasmesso trasmesso anche al servizio Asl competente in materia di farmacie per individuare modalità alternative per assicurare il servizio nel caso in cui una o più farmacie che debbano osservare l’apertura obbligatoria di turno domenica, risultino ricomprese nel perimetro di sicurezza.

L'amministrazione comunale, inoltre, rammenda che l'ordinanza firmata dal prefetto di Terni, che regola tutte le fasi dell'avacuazione e del disinnesco dell'ordigno bellico rinvenuto nelle adiacenze della stazione ferroviaria di Cesi, fissa, sempre per la giornata di domenica, il divieto di sorvolo sull'area interessata. Tale divieto riguarda anche i veicoli leggeri ad ala fissa, deltaplani, anche al fine di evitare la presenza di persone all'interno del chilometro e 800 metri di raggio di sicurezza.

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