Coronavirus, l’Umbria si prepara alla fase 3: “Ci sarà prima che arrivi il vaccino e sarà potenziata dal picco influenzale”

La governatrice Tesei fa il punto sull’emergenza in consiglio regionale: “Avremo 600 posti Covid, pronti ad ampliare le terapie intensive fino a 171”.  Attenzione ai conti: “Per la Regione minori entrate pari a 35 milioni”

“L’Umbria è uscita dalla fase due tra le prime regioni. È una vittoria degli umbri". Ma all’orizzonte si delinea già l’incubo di una fase tre: "Ci stiamo preparando, sarà una fase confusa e potenziata dal picco dell’influenza”.

La governatrice Donatella Tesei ha riferito questa mattina, 15 dicembre, la situazione regionale relativa all’emergenza sanitaria. “La situazione attuale – ha spiegato Tesei all’assemblea di Palazzo Cesaroni - mostra indice Rt e tasso di mortalità tra i più bassi in Italia. Preoccupano i dati dei ricoveri, sono 347, e di quelli in terapia intensiva, sono 41. È stato necessario un allentamento prenatalizio, che segue il Dpcm nazionale, indispensabile per una minima ripresa economica e sociale. Abbiamo limitato gli allentamenti, con le scuole medie inferiori in presenza e negozi aperti anche la domenica. Saremo cauti su successivi allentamenti. Il messaggio agli umbri è che ci vuole massima cautela, rispetto delle regole, perché ciò andrà a regolamentare la nostra socialità e può fare la differenza”.

Rispetto al prossimo futuro, Tesei rileva che la nuova ondata di contagia è ipotizzabile “prima che arrivi il vaccino. Ci stiamo preparando, sarà una fase confusa e potenziata dal picco dell’influenza. Avremo 600 posti Covid, che potremo ampliare. Siamo fra i primi in Italia ad avere un piano di salvaguardia. Abbiamo 44 terapie intensive ulteriori rispetto a quanto previsto dal Governo per l’Umbria. E dai 49 posti iniziali possiamo arrivare a 171 posti. Gli ulteriori 44 posti saranno negli ospedali, perché servono collegamenti adeguati, ossigeno assicurato e logistica, servizi, gestione degli eventuali aggravamenti e perché il personale scarseggia, e questo è il più grande problema della nostra sanità, come di quella italiana. Dobbiamo ottimizzare gli interventi e realizzarli negli ospedali, con oculatezza. Già 30 delle ulteriori 44 terapie intensive sono ultimate, 14 lo saranno nel terzo piano dell’ospedale di Terni. Un approccio modulare del numero di posti in terapia intensiva, che saranno attivati man mano che serviranno, per non impegnare il già scarso personale alle prese con il recupero delle enormi liste di attesa che avevamo da prima di insediarci”.

L’emergenza sanitaria ha portato con sé numerose e profonde conseguenze a livello economico e dunque necessita di strumenti adeguati alla gestione dell’emergenza. “Fatta una ricognizione sulle partecipate, stilato il Defr (Documento economia e finanza regionale) che sarà in aula la prossima settimana, rinnovato il Frecciarossa anche per il 2021 e poi la partita sul credito locale: il governo regionale tiene il tempo, nonostante la gran parte delle risorse debbano essere impegnate per il contrasto alla pandemia. Il Defr traccia la strada del futuro con propensione al rilancio economico per i prossimi tre anni. Le risorse non sono infinite come sembrerebbe leggendo i vaneggiamenti di qualcuno: 2 miliardi per l’Umbria nel 2021 ma le risorse sono molto contenute e quelle che abbiamo messo a disposizione per il sostegno economico sono il frutto di un duro lavoro di riprogrammazione”.

“Per quanto riguarda i finanziamenti, risorse di riprogrammazione sui fondi non spesi tra i 98 milioni disponibili, spesi al 40 per cento e il rimanente 60 nel 2021. Per quanto riguarda le risorse comunitarie, la programmazione europea 2021-27, Fesr e Fse, prevede 700 milioni di euro circa, 100 l’anno. Risorse comunitarie del Psr ammontano a 800 milioni, 115 l’anno, da cofinanziare al 17 per cento della quota nazionale, 30 milioni l’anno. Se non le trovassimo con il bilancio nostro, rischieremmo di perderne una parte”.

Ma sul bilancio regionale “serve una ricognizione – spiega Tesei - perché è stato colpito dal Covid, con 35 milioni di entrate in meno. Le abbiamo coperte, ma il lato entrate del 2021 impatterà con la grave crisi economica da affrontare, con entrate ancora in calo e bisognerà vedere di quanto sarà il fondo perequativo del Governo, quest’anno non sufficiente a coprire le perdite”.

“Obiettivo difficile da centrare, non potremo fare altre spese. Puntiamo su lavoro e competenze, risk management, gestione della spesa dei fondi comunitari e attenta gestione partecipate. Duecento milioni di fondi comunitari ci consentono una sovvenzione a tenuta del sistema socioeconomico, ma anche un rilancio dello stesso”.

Domani è in programma il lancio del fondo da circa 14 milioni di euro una tantum per partite Iva e piccole società umbre. “Poi il grande fondo per ricerca, sviluppo, digitalizzazione, affinché le imprese investano in futuro, circa 18 milioni. La Regione è vicina a famiglie e imprese, con le nostre disponibilità che vanno usate al meglio. Se sapremo vincere la sfida sanitaria e quella economica, dosando le risorse, avremo la chance di ritrovarci in un’Umbria diversa”.

“Sono orgogliosa del dialogo istituzionale che abbiamo instaurato fra maggioranza e opposizione, siamo fra le poche regioni che lo hanno posto in essere. Confido di poter continuare il dialogo e spero di riuscire a evitare qualche post di attacchi personali e avere qualche proposta di soluzione in più”.

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