rotate-mobile
Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca

Terni, violenza in carcere: “Due poliziotti accompagnati al pronto soccorso dopo una rissa scoppiata tra detenuti”

Il segretario generale Donato Capece: “Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario”

Un nuovo episodio di violenza si è verificato nella casa circondariale di Sabbione. A raccontare l’accaduto il segretario nazionale per l’Umbria del sindacato autonomo di polizia penitenziaria ossia Fabrizio Bonino: “Nella mattinata odierna – sabato 2 marzo - è scoppiata una violenta lite tra due detenuti maghrebini ed un albanese nel piano terra della Media sicurezza, per questioni ancora sconosciute. A farne le spese sono stati i due poliziotti intervenuti a tentare di sedare la rissa, entrambi accompagnati al pronto soccorso del locale nosocomio. Per uno dei due che ha battuto violentemente la testa, è dovuto intervenire il 118. Uno dei due nordafricani, non più tardi di ieri mattina, si era messo davanti al cancello che dà accesso all'infermeria dell’istituto, sembrerebbe reclamando una terapia che gli poteva essere somministrata armato di lametta, minacciando di auto lesionarsi e tagliare chiunque tentava di avvicinarsi”.

La riflessione del segretario: “Purtroppo il SAPPE da anni è costretto a diramare veri e propri bollettini di guerra, con poliziotti che subiscono violenze da detenuti ormai fuori controllo che, tra l'altro, restano impuniti. E’ del tutto palese l'assenza dei vertici regionali, che a questo punto vorremmo sapere cosa aspettano ad intervenire in difesa del personale di polizia penitenziaria che fino ad oggi ha dato il massimo e anche di più ma che non può di certo essere abbandonato.

Per il segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria SAPPE ossia Donato Capece: “Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto: espellere gli stranieri detenuti in Italia, per fare scontare loro la pena nelle carceri dei Paesi di origine, come nel caso dei detenuti protagonisti delle ore di follia a Terni, potrebbe già essere una soluzione, come anche prevedere la riapertura degli ospedali psichiatrici giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Terni, violenza in carcere: “Due poliziotti accompagnati al pronto soccorso dopo una rissa scoppiata tra detenuti”

TerniToday è in caricamento