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Domenica, 26 Giugno 2022
Cronaca

Carcere di Terni, detenuto aggredisce agenti: cinque poliziotti refertati dall’infermeria della casa circondariale

“Questo detenuto ha aggredito senza una ragione e vigliaccamente i poliziotti penitenziari” la denuncia di Fabrizio Bonino segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

Ennesimo episodio di violenza, in una casa circondariale del territorio. Stavolta l’aggressione si è verificata a Terni, all’interno del carcere situato in vocabolo Sabbione, ed è stata commessa da un detenuto già noto alle cronache penitenziarie per il suo fondamentalismo islamico e per essere stato protagonista di molti eventi critici durante la detenzione. “Il detenuto ha aggredito senza una ragione e vigliaccamente i poliziotti penitenziari” denuncia Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Nel corso della mattinata di sabato scorso il detenuto, di origini marocchine e in carcere con l’accusa di terrorismo per la sua affiliazione alla jihad, ha aggredito la scorta del Nucleo Traduzioni che lo stava prelevando dalla cella per il trasferimento a Ferrara. Informato dal Vice Coordinatore del Nucleo del trasferimento l’uomo ha iniziato a dare in escandescenza, rivolgendosi ai poliziotti con atteggiamento arrogante e provocatorio e dichiarando che lui da Terni non si sarebbe mosso e che non sarebbe andato da nessuna parte, proferendo frasi minacciose come “cani infedeli, vi taglio la testa”.

Ulteriori dettagli di quanto accaduto: “Folle è stata la sua reazione ulteriore. Veniva ammanettato e prelevato ma, divincolandosi con violenza, ha aggredito con inaudita brutalità il personale. Con l’intervento di altri agenti si riusciva ad immobilizzarlo e a portarlo sul furgone, ma lì continuava, sbattendo più volte la testa nella cella, ad inveire minacciando la scorta parlando un po’ in italiano e un po’ in arabo, dicendo “vi sgozzo italiani infedeli, quando esco la pagherete tutti a caro prezzo”. Cinque i poliziotti refertati dall’infermeria del carcere.

Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Il nostro primo pensiero va ai poliziotti aggrediti, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Ma è sotto gli occhi di tutti, autorità politiche e ministeriali in primis, come servano interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario. Quel che è accaduto nel carcere di Terni deve fare seriamente riflettere, ma il SAPPE denuncia la gravità della situazione. La polizia penitenziaria monitora costantemente, attraverso gruppi selezionati e all’uopo preparati, la situazione nelle carceri, per adulti e minori, al fine di accertare l’eventuale opera di proselitismo del fondamentalismo islamico nelle celle, anche alla luce dei tragici fatti accaduti all’estero. Ma per fare questo servono fondi per la formazione e l’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari e nuovi agenti. Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”.

Ed ancora: “Il SAPPE denuncia da tempo che le carceri sono diventate un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria. Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene. Ma serve anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della polizia penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose. I decreti svuota-carceri, che più di qualcuno continua ad invocare ad ogni piè sospinto, da soli non servono: serve una riforma strutturale dell’esecuzione, serve il taser per potersi difendere dai detenuti violenti e la dotazione di body-cam”.

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