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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Radioterapia in dosi eccessive su bimbo di 6 anni causa danni cerebrali irreversibili: medici a processo

Un errore di calcolo avrebbe comportato un’irradiazione superiore del 200%. Prima udienza il 23 settembre del 2022

Un calcolo errato nella radioterapia. Vittima del presunto errore medico un bambino di 6 anni sottoposto al Santa Maria della Misericordia di Perugia ad una radioterapia alla testa che, calcoli alla mano, è risultata del 200% superiore a quella prescritta. Quella che doveva essere una cura preventiva, si sarebbe rivelata come la causa di danni cerebrali irreversibili.

Il piccolo è stato sottoposto alla terapia tra l’ottobre e il novembre del 2016 perla cura di una grave forma di leucemia, ma secondo quanto ritiene la Procura di Perugia, sostituto procuratore Gennaro Iannarone, un fisico-medico e l'allora dirigente medico della struttura complessa di radioterapia che aveva in cura il piccolo paziente, avrebbero sbagliato i calcoli: l’irradiazione indicata era di 1,5 Gray a seduta, ma nella prescrizione era diventata 4,5, passando da un totale di 12 ad oltre 36 Gray.

Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata la madre, di concerto con la scuola, perché dopo la radioterapia il bimbo ha iniziato a regredire negli apprendimenti. “La scuola e la famiglia si sono subito attivati con i piani scolastici personalizzati e i servizi sociali – afferma l’avvocato Laura Modena che assiste la famiglia – E poi presso i sanitari che avevano in cura il bambino, ricevendo risposte che minimizzavano la situazione. Poi una visita specialistica all’ospedale Meyer ha rilevato una patologia cerebrale dalla quale è scaturita una grave regressione nelle capacità di cognizione e di ragionamento e un notevole deficit di coordinazione. Dall’esame è risultato che l’area del cervello è bianca, cioè con cellule distrutte”.

Con questa documentazione la famiglia si è rivolta direttamente al primario e dal confronto con la cartella clinica e la situazione precedente è emerso che oltre alla leucemia per cui era in cura, il piccolo non aveva mai mostrato altro. Prendendo in esame la prescrizione, infine, sarebbe saltato fuori l’errore. Cosa che ha trovato conferma nella perizia medico legale voluta dalla Procura di Perugia, dopo aver acquisito tutta la documentazione medica riguardante il paziente nel periodo del primo confinamento imposto dal Covid, a marzo del 2019.

Nel capo d'imputazione (la Procura ha chiesto il giudizio immediato per lesioni personali colpose gravissime) che riguarda il fisicomedico, difeso dagli avvocati Claudio Rotunno e Gabriele Fagioli, si legge di “macroscopico errore di determinazione e calcolo della dose di irradiazione precauzionale encefalica” per il bambino “per un'irradiazione complessiva di 36 Gray (in forza di otto sedute), così da discostarsi e sostanzialmente aumentare del 200 per cento la dose di radioterapia prescritta al minore dal medico che lo aveva in cura”, quando la prescrizione era relativa ad “una dose pari a 1,5 Gray per ogni seduta”.

Per il sostituto procuratore Iannarone l’allora dirigente medico della struttura complessa di radioterapia oncologica, difeso dall’avvocato Sesto Santucci, avrebbe omesso, nella sua “posizione di garanzia” nei confronti del bambino, “di controllare e verificare che l’esecuzione del trattamento radioterapico fosse effettuata nei termini e nelle dosi rigorosamente indicati, così da contribuire causalmente all'insorgenza della patologia cerebrale che non si sarebbe verificata ove avesse compiutamente controllato la correttezza del trattamento radioterapico”.

Il processo per stabilire le eventuali responsabilità dei due imputati è stato fissato per il 23 settembre del 2022.

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