Da Campomicciolo a villaggio Pallotta, la mappa dei bocconi avvelenati. Enpa: ma servono denunce

Numerose le segnalazioni sulla presenza di esche killer per cani e gatti. Ecco la procedura da seguire per far incastrare i responsabili

Le ultime segnalazioni stanno rimbalzando su facebook in queste ore: bocconi avvelenati per cani e gatti a Campomicciolo. “Sì, è un fenomeno diffuso – dicono da Enpa Terni – ma oltre alle segnalazioni, servono le denunce”.

Sulla mappa delle esche killer non compare soltanto la zona di Castelchiaro di Narni, dove numerosi animali sono stati “giustiziati” con bocconi al veleno oppure con polpette con all’interno nascosti pezzi di vetro o spille oppure imbevute nel liquido antigelo delle macchine.

Oltre a Campomicciolo, spesso le segnalazioni riguardano la zona di villaggio Pallotta, ma anche i dintorni di piazza Valnerina e, in generale, le zone dove i cani vengono portati a passeggio. “Nei mesi scorsi abbiamo ricevuto notizie da Ferentillo e San Gemini”, dicono ancora dall’Enpa.

Nella maggior parte dei casi, i bocconi killer vengono piazzati laddove c’è una frequenza di animali che magari sporcano. Così, i residenti della zona o chi frequenta quell’area, pensa di farsi giustizia da solo. “Prendendosela con gli animali, invece di fare in modo che vengano fatti più controlli” nei confronti di chi non rispetta le regole della civile convivenza.

Il problema sta nel fatto che molte segnalazioni arrivano sul web – e sui social – ma poi non vanno a finire sui tavoli delle autorità competenti. Non viene dato il via alla procedura che, al contrario, potrebbe consentire di dare un nome e un volto ai responsabili.

“Se ci si imbatte in qualcosa che può sembrare sospetto, la prima cosa da fare è segnalare il caso alla polizia locale. Poi allertare il servizio veterinario della Asl. Solo così – dicono da Enpa – si possono avviare le indagini”. La segnalazione va fatta anche nel caso in cui ci si imbatta nel cadavere di un animale che potrebbe sembrare morto a causa di una esca avvelenata. Anche i veterinari possono avviare l’iter nel caso in cui soccorrano un cane o un gatto sui quali si allunga il sospetto di un avvelenamento.

È solo seguendo questa procedura che si può effettivamente provare a fare qualcosa contro la strage delle polpette avvelenate. Altre strade non servono a niente.

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