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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Società col trucco: la sede dell’azienda è in Inghilterra, ma lui vende da Terni

Denunciato un imprenditore sessantenne dopo una indagine della guardia di finanza. Sequestrati beni immobili, conti correnti e un’auto di lusso per oltre centomila euro

Il trucco c’è. E stavolta si vede pure. Lo hanno scoperto i militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Terni, coordinati dal maggiore Andrea Longo. A finire nei guai un imprenditore ternano di circa 60 anni che, sulla carta è titolare di un’azienda con sede legale in Inghilterra.

L’attività svolta dall’impresa è quella di commercializzare “prodotti di noti brand per la cosmesi e la bellezza”. Il giro d’affari è piuttosto consistente perché le indagini dicono che in un anno – dal 2018 al 2019 – sono stati commercializzati prodotti per oltre mezzo milione di euro in tutta Europa, dalla Francia alla Germania, passando appunto per Inghilterra e Spagna.

La vendita avveniva attraverso la piattaforma Amazon ma, hanno scoperto le fiamme gialle, anziché operare dall’Inghilterra, l’imprenditore vendeva da Terni. L’ipotesi investigativa è che dunque l’azienda sia stata “eterovestita”, ossia sulla carta si trova in un’altra nazione diversa dall’Italia ma i ricavi finivano tutti nel nostro Paese. E dunque, è qui che l’imprenditore avrebbe dovuto pagare le tasse.

Cosa che però, secondo la ricostruzione degli inquirenti, non è stata fatta. Da qui la denuncia a piede libero con l’accusa di “omessa dichiarazione” e un sequestro – disposto dal gip del tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio – per circa 110mila euro fra unità immobiliari, conti correnti e un’auto di lusso.

“L’intenso lavoro di analisi svolto dai militari del Corpo – spiega il comando ternano in una nota - anche attraverso l’esame della documentazione acquisita in sede di perquisizione dei locali nella disponibilità dell’indagato, ha permesso di ricostruire compiutamente l’operatività della società che complessivamente, fra il 2018 e il 2019, ha commercializzato beni per oltre mezzo milione di euro, in totale evasione d’imposta”.

Il sequestro preventivo per equivalente deciso dal tribunale di Terni su richiesta della Procura è “pari all’imposta evasa ai fini dell’Iva per il solo anno 2019, in cui si è registrato il superamento della soglia di rilevanza penale fissata dalla normativa di settore”.

Dall’inizio del 2021 l’attività di contrasto agli illeciti economico finanziari messa in campo dal comando di Terni delle fiamme gialle, ha già portato all’esecuzione di sequestri per equivalente per oltre un milione di euro.

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