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Cronaca

Finto lavoro per ottenere l’aspettativa retribuita: condannato ex assessore del Perugino

Secondo la procura della Corte dei conti, prima avrebbe assunto la carica politica e poi trovato lavoro: danno erariale di 30mila euro

Finto lavoro per ottenere l’aspettativa retribuita. La Corte dei conti dell’Umbria ha condannato un ex assessore del Comune di Corciano a restituire all’ente oltre 30mila euro.

Come riporta Perugia Today, secondo la procura contabile, l’ex assessore - difeso dall’avvocato Marzio Vaccari - avrebbe ottenuto degli “importi corrisposti dal Comune di Corciano in ragione dell’aspettativa fruita dal convenuto per l’espletamento dell’incarico istituzionale con riguardo ad un rapporto di lavoro costituito in modo simulato e al fine esclusivo di far beneficiare il convenuto dei versamenti all’ente previdenziale (30.156,25 euro all’Inps, dal 2014 al 2017) e al fondo pensionistico complementare (1.317,74 euro – mandato di pagamento del 27 maggio 2015, n. 1396)”.

Nella ricostruzione accusatoria l’ex assessore sarebbe stato nominato nel giugno del 2013, ma il contratto di assunzione a tempo indeterminato sarebbe del dicembre del 2013, risultando disoccupato prima di allora. Subito dopo avrebbe rappresentato al Comune il collocamento in aspettativa per ragioni istituzionali. Per la procura, “tra il titolare della (…) ditta e il convenuto esistevano rapporti di frequentazione (tra l’altro giocavano nella stessa squadra di pallacanestro)” e tre anni dopo in consiglio comunale si chiedeva conto di assunzione e aspettativa. Da quella seduta, poi, scaturiva anche un esposto e un procedimento penale presso il tribunale di Perugia, chiuso con patteggiamento e poi la risoluzione del rapporto di lavoro.

Dagli accertamenti è emerso che l’ex assessore “non si era mai recato presso la ditta e che non possedeva alcuna competenza specifica nel settore (quello contabile) di operatività della società”.

Per la procura regionale, quindi, il rapporto di lavoro sarebbe simulato per ottenere i benefici previdenziali, con danno erariale in quanto versati dal Comune di Corciano, “integranti danno alla finanza pubblica locale”.

L’ex assessore si è difeso sostenendo di “avere pregresse esperienze nell’area della contabilità e di aver patteggiato perché non poteva sostenere economicamente un lungo processo".

I giudici contabili hanno ritenuto che “dalla documentazione versata in atti emerge chiaramente la inequivoca esistenza di una condotta dolosa del convenuto foriera di pregiudizio erariale, finalizzata alla fittizia costituzione di rapporto di lavoro privato, durante l’espletamento del mandato, rapporto mai effettivamente eseguito dal lavoratore in ragione della fruizione dell’aspettativa dovuta ex lege” e con condanna “al pagamento, in favore del Comune di Corciano di 31.473,99 euro” e al pagamento delle spese di giudizio “liquidate nell’importo di 256,07 euro”.

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