Flavio e Gianluca, gli inquirenti: così abbiamo preso lo spacciatore di morte

Indagine lampo dei carabinieri di Terni per dare un volto e un nome al presunto pusher che avrebbe venduto il cocktail di droghe ai due ragazzi.

"Ci uniamo al dolore delle famiglie". Esordisce così il procuratore Alberto Liguori durante le conferenza stampa degli inquirenti sul caso della morte dei giovani ternani Flavio e Gianluca. "Sono state oltre cento le persone arrestate per droga - prosegue Liguori - ma tutto questo sforzo non è bastato. Avremmo potuto fare molto di più". Poi un ringraziamento all'arma dei carabinieri: "L'intuito investigativo dei carabinieri ci ha portato al risultato in poche ore. In pochissimo tempo abbiamo imboccato la pista investigativa, anche grazie a un lavoro di stretta collaborazione con alcuni ragazzi che hanno dato una grande mano e ci hanno condotto verso il sospettato". E poi un'ammissione: "I giovani, purtroppo, hanno dimestichezza con il mondo della droga". 

La "sostanza drogante"

Un passaggio della conferenza stampa viene dedicato specificamente alla sostanza drogante: "Un mix di codeina e metadone, usati assieme con un patrimonio conoscitivo tragicamente allarmate. Ci risulta che stessero a San Giovanni insime ad altri per giocare a calcetto fino 22.30, ma loro due non hanno giocato perché non si sentivano bene. Uno dei due, poi, ha dato di stomaco un liquido bianco che, evidentemente, non poteva essere solo codeina. Nei prossimi giorni verificheremo i dispositivi elettronici, telefonini e computer, per avere ulteriori informazioni. Supponiamo ci sia in atto una compravendita di metadone, ma dobbiamo verificare questa ipotesi".

Le responsabilità e la pista di indagine

Liguori parla poi delle responsabilità di questa tragedia e del percorso di indagine: "Mi sento di poter affermare che le famiglie dei due giovani non abbiano nessun genere di responsabilità. Probabilmente possiamo attribuire una più ampia responsabilità sociale. La persona arrestata è un residente del quartiere e tutte le indicazioni ricevute nella fase di indagine convergevano su uno stesso soggetto. Abbiamo provveduto a perquisire alcune abitazioni trovando degli elementi indiziari. Abbiamo, inoltre, recuperato e sequestrato la bottiglietta utilizzata dai ragazzi che faremo analizzare. Non sappiamo bene - specifica il procuratore - se al suo interno era contenuta effettivamente della codeina o del metadone. Tuttavia il sospettato ci ha aiutato nelle indagini. Ora ci stiamo focalizzando per capire in che modo queste sostanze siano arrivate nelle mani del sospettato. 

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