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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

“Cena e fuga dal ristorante, non difendiamo i criminali. Ma diffondere quelle immagini è reato”

Terni, il ristorante mette sui social la foto dei clienti che se ne sono andati senza pagare, l’associazione Codici invia una segnalazione al garante della privacy

“Non difendiamo i criminali, ma diffondere quelle immagini è un reato”. L’associazione Codici Terni ha presentato un esposto al garante della privacy dopo che, nelle ultime ore, un ristorante di Terni ha diffuso attraverso i social le immagini di due clienti che, dopo avere consumato la cena, si sarebbero alzati dal tavolo per poi uscire dal ristorante senza pagare il conto.

La vicenda, in sintesi, è questa: due ragazzi, la sera del 13 gennaio – secondo la ricostruzione dei gestori dello Shizen di Terni – con “la scusa di andare a fumare”, si sarebbero alzati dal loro tavolo intorno alle 23, per poi allontanarsi dal ristorante, senza saldare il conto di circa 70 euro.

Le immagini dei due clienti sono state diffuse attraverso le pagine social del ristorante, accompagnate da un “invito” a tornare per saldare il conto “entro tre giorni”, prima cioè che la vicenda assuma altri risvolti.

“La legge – dice l’avvocato Massimo Longarini, segretario regionale dell’Umbria dell’associazione Codici – non consente di diffondere le immagini di un presunto reato. Nel caso, quelle stesse immagini avrebbero dovuto essere consegnate alle autorità competenti per accertare l’eventuale crimine, ma non essere diffuse attraverso i social”. Da qui, la decisione dell’associazione di consumatori di segnalare quanto avvenuto al garante per la privacy.

Un caso simile in città aveva già coinvolto la Macelleria Pucci che, dopo una cena a “sbaffo” aveva segnalato i clienti in fuga sui propri canali social. Ancora più eclatante era stato il caso delle borseggiatrici di Milano, le cui “imprese” erano riprese e poi diffuse sui social network.

“Semplicemente, non si può fare – spiega l’avvocato Longarini – E questo non per difendere chi, eventualmente, commette un reato. Se esistono delle prove, queste vanno affidate agli organi competenti che poi prenderanno le decisioni del caso”.

“Pensate davvero che abbiamo pubblicato questo post solo per soldi? - scrivono dallo Shizen - In realtà, proprio due giorni fa, venerdì sera, abbiamo incontrato alcuni problemi. Quattro giovani sono venuti a cena nel nostro ristorante, spendendo in totale 200 euro. Ma durante il pasto, abbiamo sentito che qualcosa non andava. Abbiamo assegnato un dipendente a guardia dell'ingresso, ma nonostante ciò, tre di loro sono riusciti a scappare, lasciando solo uno dietro. La persona che abbiamo trattenuto non sembrava affatto spaventata, ha addirittura chiamato la polizia. Era chiaramente preparato, non aveva nessun documento di identità con sé. E la sera successiva è accaduto di nuovo qualcosa di simile. Abbiamo controllato le telecamere di sorveglianza e abbiamo confermato che quella coppia aveva agito di proposito”.

“Quando queste cose succedono due giorni di fila, ci sentiamo molto scoraggiati e impotenti. Abbiamo messo tanto cuore e impegno nel gestire questo posto, sperando di offrire ai nostri clienti un'esperienza culinaria piacevole. Tuttavia, di fronte a questo tipo di frode, non subiamo solo perdite finanziarie, ma siamo anche colpiti psicologicamente. Ci sforziamo ogni giorno di fare del nostro meglio, ma situazioni come queste ci esauriscono davvero. Tutto ciò che vogliamo è gestire il nostro business in un ambiente equo e onesto”.

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