Fumi sospetti dall’Ast, la denuncia dei 5 Stelle: non è la prima volta, ecco le prove

Liberati: le polveri del parco scorie ricadono sulla città, basta solo un po’ di vento. Ma ce ne sono tracce anche a Narni e Amelia | VIDEO

Mentre Arpa e carabinieri del Noe stanno cercando di capire cosa potrebbe avere provocato la nube di fumo rossiccio che domenica all’ora di pranzo si è alzata sopra l’Ast, il Movimento 5 Stelle rilancia l’emergenza. E bolla come “falsità” il fatto che l’azienda, ma non solo, abbia indicato quello di domenica come un “fenomeno anomalo” che “mai si era veificato prima”. “Alcune istituzioni stanno come al solito minimizzando l’accaduto di domenica – dice il consigliere regionale Andrea Liberati - soccorrendo l’amicone tedesco. Peccato che svariati video on line e altri in nostro possesso dimostrino l’esatto contrario”.

Dopo 20 anni di parole, promesse e, soprattutto, menzogne, le polveri del parco scorie ancora ricadono sulla città. Basta un po' di vento. Temo che la multinazionale, i suoi dirigenti tedeschi e locali, non si rendano conto di quel che rischiano sia amministrativamente che giudiziariamente. Non hanno forse capito che siamo dentro tempi nuovi. Che ci sono leggi da rispettare, a presidio della vita umana, fatti su cui non intendiamo transigere. Il problema delle emissioni diffuse Thyssen resta dunque rilevantissimo non solo per Terni, tanto più considerando l’ampia diffusione delle polveri di metallo su larghi brani dell’Umbria meridionale: nichel e, soprattutto, cromo, tipici marker delle nostre acciaierie, elementi altamente volatili, sono rinvenuti fino a qualche decina di chilometri da viale Brin, come attestano le stazioni di controllo e i deposimetri Arpa collocati nel tempo non solo a Terni, ma anche a Narni e ad Amelia”.

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Emissioni che, secondo Liberati, “sfuggono a controlli certi da parte pubblica”, perché “rispetto ai circa 130 camini della Thyssen, sono soltanto 5 quelli davvero sotto monitoraggio costante di Arpa, con esiti comunque molto insoddisfacenti, visto il grave inquinamento da metalli della Conca. Per tutti gli altri camini Thyssen, le Istituzioni accettano gli autocontrolli aziendali, giacché ARPA li esamina a campione (mediamente meno di cinque all’anno): Arpa ha infatti una struttura tale da non poter analizzare più di 100/150 ciminiere all'anno sull'intera regione, motivo per cui, di questo passo, occorreranno decenni solo per esaminare tutti i 130 camini della sola Thyssen”.

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Una condizione “inaccettabile e vergognosa – dice l’esponente M5S - che colpisce i lavoratori Thyssen anzitutto e, poi, i residenti di interi quartieri, da Prisciano-Borgo Bovio al centro storico di Terni, sottoposti a una concentrazione esasperata di taluni metalli. Per questi motivi, sin dal 2015 il M5S in Regione ha ripetutamente chiesto per la Thyssen una nuova valutazione di impatto ambientale, ferma addirittura al 2005, ben prima che venisse scoperto il cromo esavalente sotto le discariche di Pentima e Valle. Abbiamo caldeggiato inoltre, con specifiche interrogazioni, l’adozione delle più severe misure previste dalla legge, fino a sospendere temporaneamente l’autorizzazione integrata ambientale, fin quando l’azienda non intenderà davvero investire, rispettando le numerose norme e prescrizioni da tempo violate. Siamo dunque dinanzi a fatti sempre più gravi e traumatici che smentiscono la vecchia politica e i suoi clientes: l’omertà di sempre è agli sgoccioli e la rottura della storia stavolta pare prossima anche per la Thyssen a Terni”.

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