Funerali di Flavio e Gianluca a Terni: "I giudizi morali non possono cogliere le bellezze di questi ragazzi"

Le esequie celebrate nella cattedrale di Terni nel giorno di lutto cittadino per tutta la comunità colpita dalla tragica scomparsa dei due ragazzi.

E’ il giorno del silenzio, in segno di rispetto nei confronti di due famiglie, sconvolte da un grande dolore. Il Duomo di Terni ha infatti accolto le salme di Flavio e Gianluca, giovani scomparsi tragicamente tra la notte di lunedì 6 e martedì 7 luglio. Fin dalla prima mattinata l’organizzazione delle esequie è stata minuziosa. In via del Vescovado, infatti, sono sati apposti i divieti di sosta per i veicoli e predisposto il transennamento con il nastro bianco e rosso per impedire il posteggio.

Dentro la cattedrale, invece, si è proceduto a delimitare i posti – duecento a disposizione - seguendo le normative previste per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus. A celebrare la liturgia funebre don Alessandro Rossini, parroco del Duomo e già parroco di Santa Maria del Carmelo e don Luca Andreani parroco di Santa Maria del Rivo. Insieme a loro i sacerdoti della parrocchia di Santa Maria del Carmelo che in questi ultimi anni hanno prestato il loro ministero nella chiesa frequentata da Gianluca.

LA PIAZZA DEL DUOMO E VIA DEL VESCOVADO STAMATTINA

Nel contempo la città di Terni ha vissuto il suo giorno di lutto cittadino. A tal proposito Leonardo Latini ha invitato: “L'intera cittadinanza, le istituzioni pubbliche e le organizzazioni sociali culturali e produttive di Terni ad esprimere, in forme decise autonomamente, il dolore e l’abbraccio della comunità ai familiari”. Fuori dalla Cattedrale si sono riunite tante persone che hanno potuto, attraverso degli altoparlanti, seguire la funzione liturgica.

L'omelia di d. Luca Andreani

Un'omelia profondamente sentita, quella si d. Luca Andreani, che va dritto al cuore della vicenda: "Con la nostra presenza qui oggi, ribadiamo e affermiamo insieme ai genitori, ai fratelli e a tutti i parenti e amici e all’intera cittadinanza, la bellezza e il valore inestimabile dei nostri Flavio e Gianluca, e non meno  denunciamo questa somma ingiustizia di quanto loro accaduto.

Molti cercano di spiegarci le dinamiche delle sostanze, i tempi, le cause di certi comportamenti, volendo trovare le ragioni di quanto accaduto. Ma il male rimane sempre male, cioè un assurdo e quindi mai pienamente comprensibile. Neanche con tutte le ragioni di questo mondo la morte dei nostri Flavio e Gianluca, potremo giustificarla, equivarrebbe a riconoscerla una cosa Giusta!

Ci turba profondamente che due splendidi ragazzi, accolti con gioia alla vita dalle loro famiglie, e amati da tanti amici e conoscenti, siano stati oggetti da parte di alcuni di sguardi malefici, pronti a danneggiarli  solo per bramosia di una manciata di soldi e di un’ illusoria esperienza di potere e dominio su di loro.

Noi invece siamo qui oggi a rivolgere loro uno sguardo d’Amore e di benevolenza, impegnandoci a non abbandonarli, a prendere posizione, perché ci sia giustizia con loro e per loro, e per tutti i loro amici e amiche davanti a Dio e davanti agli uomini.   “Erano dei ragazzi buoni” , di buon cuore! “fregati “ dal male.

Capita a tutti noi, e magari anche alla vostra età cari amici di Flavio e Gianluca, di non sentirsi capiti, compresi e rispettati. Anche Gesù soffrì tutto ciò, e nella sua sensibilità come i nostri amici non resta indifferente  anche quando ciò viene fatto ingiustamente su altri, ritenuti suoi amici del cuore, come fratelli! Nel Vangelo di Matteo Gesù benedice il Padre perché, di fronte a un mondo di gente abituato a fare analisi scientifiche e moraleggianti e a giudicarlo maliziosamente sul suo operato verso gli uomini e verso Dio, in realtà ha dato alle persone più semplici e piccole, umili e forse sofferenti, persone “di cuore”, di comprendere la sua vera identità, il suo autentico valore, la sua Bellezza!

Ci sono delle realtà in noi e negli altri che non si conoscono e risolvono a distanza, sui libri, ma incontrandoci, nel perder  tempo l’uno con l’altro come a volte sanno fare solo due amici del cuore, come anche noi siamo stati in passato e ancor oggi i nostri Flavio e Gianluca sono!

 “A stento si trova chi sia disposto a morire (neanche a dedicare tempo!) per un giusto, …ma Dio  dimostra il suo Amore per noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo (suo Figlio) è morto per noi.

Non siamo amati perché bravi o se bravi, ma siamo amati  perché conosciuti e ri-conosciuti come figli.

E come dice il testo : “Nessuno conosce il Padre se non il figlio e colui al quale il figlio voglia rivelarlo”: Carissimi genitori Fabio e Silvia, Maria e Luigi, Flavio e Gianluca,  vi conoscono e amano più di tutti noi, e ora al cospetto di Dio Padre gli stanno raccontando il vostro Amore paterno e materno generativi per loro delle loro esistenze bellissime, spronandolo con insistenza di fronte a questo giogo troppo pesante di dirvi e dire a tutti noi:”venite a me , voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore”

Cari genitori davanti ai tanti ragionamenti e commenti spesso in cerca del o dei colpevoli tendono a portarci all’affermarsi in noi dei sensi di colpa. Attenti, non sono cristiani! Non sono da Dio! Non sono espressioni d’Amore!Non fatevene ingabbiare, i vostri figli ne soffrirebbero !

Riconosciamoci semplicemente e umilmente peccatori, cioè dolorosamente limitati e mancanti nell’amore, ma determinati a non mollarli ancor più adesso, ad amarli ancora e di più, meglio di prima. Come adulti di questa città, chiediamo tutti perdono a  loro e ai loro e nostri figli per le volte che non ci siamo accorti dei loro disagi, e per le volte che vedendoli abbiamo tirato oltre delegando sempre ad altri quella che invece la vita e Dio ci danno come occasione per Amare realmente e come ci insegna Gesù.

E se dovesse accaderci di ritrovarci arrabbiati con Flavio e Gianluca per “la cazzata “ in cui si sono cacciati insieme , impariamo da Gesù, a non fissarci lì sul loro errore, sulla nostra rabbia, ma a riallargare cuore e sguardo su di loro, sulla unicità e bellezza del loro mistero di Figli di Dio, e di figli di Fabio e Silvia e di Maria e Luigi, liberando i nostri e i loro cuori con una rinnovata scelta d’Amore.

Sapete ragazzi: L’Amicizia fortissima tra Flavio e Gianluca ha illuminato anche i loro genitori e tutti noi: chi ama Flavio non può non rispettare e amare il suo amico Gianluca e viceversa,  per questo oggi li amano addolorati e piangendo insieme davanti a questo altare, e con tutti noi! Così nella prima lettura ci vien detto da s. Paolo che agli occhi di Dio grazie alla scelta di Gesù suo figlio di apprezzarci fino a morire per noi, ciascuno di noi e ancora Flavio e Gianluca sono particolarmente cari a Dio Padre  perché amati fino al coinvolgimento totale e alla morte da Gesù.

Carissimi genitori, Dio conosce, ci dice Gesù, il vostro dolore , si ri-conosce in voi di fronte all’assurda morte del suo unigenito sulla croce.  Come ogni padre e  madre che come Dio hanno subito la morte assurda e ingiusta del loro figlio, non possono da allora in poi rimanere indifferenti a eventi del genere, i vostri Cuori addolorati e umiliati, umili come quello di Gesù, non siano rassegnati al male, e determinati a continuare la loro missione generativa verso i figli,  fino all’impegno contro il ripetersi di tali mali, e a quelle espressioni di quell’amore capace di ridare dignità di vita a coloro cui è stata rubata. La rete che diventa alleanza tra tanti padri e madri addolorati segnata dal sangue dei vostri figli, riconosce nella reazione di  Dio Padre  compiuta nella Pasqua di resurrezione del figlio Gesù, un incoraggiamento a non dargliela vinta al male, e nel loro nome ad allearsi ancor di più anche oggi presso questo altare, perché contando gli uni sulle possibilità degli altri e di Dio, prevalga la Giustizia dell’Amore, il recupero per i loro figli della vita e meglio di prima, la Resurrezione anche dei loro bellissimi corpi, come in Gesù primogenito dei risorti! Così sia!".

Il ricordo di d. Alessandro Rossini: "Basta con questa strage e a una sub cultura corrotta"

Parole forti e accorate quelle di d. Alessandro Rossini, parroco del Duomo. "Giuanluca e Falvio erano un corpo solo e un'anima sola. Gianluca lo conosco bene, perché la sua famiglia accogliente era legata alla mia precedente parrocchia di S. Maria del Carmelo e perché questo angelo era stato uno dei più attivi chierichetti della parrocchia. Ma voglio estendere queste parole anche a Flavio. Erano ragazzi legati alla Chiesa, ma col crescere si sono allontanati perché erano convinti di essere grandi. Ma in realtà erano bambini nel cuore e si erano improvvisati grandi e, come capita a quell'età, ci si allontana dagli abbracci di mamma e papà. Una scomparsa che per noi è incomprensibile. Ma probabilmente il disegno di Dio su di loro era un altro, come accade a tanti fanciulli di essere stelle fulgenti per tutti noi. Sono andati via troppo presto, come ad essere un richiamo per questa generazione corrotta ed eccentrica. Che il vostro sangue innocente sia un grido che arrivi al cielo affinché finisca questa strage, affinché possiamo dire basta a tutto questo male, a questa sub cultura corrotta. Signore, fa che questo sangue innocente ci conduca a un mondo migliore".

Le testimonianze degli amici e i parenti

"Caro Gianluca, caro gigante buono, quante risate di hai fatto fare con i tuoi discorsi inutilissimi tesi a distrarre le professoresse per evitare le interrogazioni. Sei un ragazzo timido, buono, generoso e disponibile. Vogliamo parlare al presente, perché sei ancora con noi. Ci hai dato una grande lezione. Combatteremo ognuno nel nostro piccolo perché non accada mai più. Difenderemo la vita".

"Gianluca e Flavio erano due persone uniche. Due veri fratelli con i quali abbiamo passato i momenti più belli e più difficili della nostra vita. Ci colpivano i discorsi di Flavio, così maturi. A volte difficili da comprendere. Gianluca, il nostro Gianluca, ti stava sempre accanto. Ci hanno cambiato e ci mancheranno tanto".

"Io sono il fratello maggiore di Gianluca. Vi ringrazio per il vostro sostegno. Da fratello maggiore, era mio compito prendere in giro sia Gianluca che il suo amico fraterno. Per me erano una cosa unica, sempre insieme. Ricordo durante il lockdown la difficoltà dei due di comunicare solo tramite messaggi. Erano talmente uniti che non si capiva quale fossero le rispettive case. Ora sono partiti insieme per un lungo viaggio. Spero di rincontrarli per poterli prendere ancora in giro. E poi, un'ultima cosa: a chi di voi ha fratelli e sorelle dico di amarli sempre, in qualsiasi circostanza, perché a perderli ci vuole poco"

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E poi l'annuncio

Le famiglie di Flavio e Gianluca hanno deciso di costituire una associazione in ricordo dei due ragazzi, finalizzata, con molta probabilità, a promuovere il benessere dei giovani adolescenti. Per questo progetto sono stati chiamati a raccolta tutti gli amici di Flavio e Gianluca e quanti hanno avuto modo di condividere la vita con loro. 

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