Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Il virus visto anche con gli occhi dei ragazzi di Terni: "Come cadere in un burrone... non sai quanto è profondo"

Sono stati 445 i giovani che hanno partecipato all’indagine nazionale “A scuola di salute” della rete Scuola di Cittadinanzattiva in collaborazione con Assosalute-Federchimica

La pandemia vista con gli occhi dei ragazzi. Cosa ha significato per loro la scuola a distanza, l’impossibilità di fare sport, feste di compleanno saltate e uscite con gli amici negate? “Ora parliamo noi” è l’iniziativa che ha raccolto la testimonianza di 500 giovani umbri in cui esprimono dubbi, paure, speranze nell’ultimo anno di pandemia.

I risultati dell’indagine nazionale “A scuola di salute” della rete Scuola di Cittadinanzattiva in collaborazione con Assosalute-Federchimica, condotta tra aprile e maggio 2021 con modalità on line, dedicata agli studenti dai 14 ai 19 anni, (all’indagine ha partecipato anche l’Umbria), riportano il modo in cui i ragazzi hanno vissuto questo ultimo anno di pandemia, come hanno affrontato le poche ore di scuola in presenza e le tante restrizioni. Sono stati raccolti i dubbi, le paure, e le speranze dei nostri giovani desiderosi di ricominciare a vivere, di incontrarsi, di uscire, e di poter avere maggiore libertà.

“Siamo molto soddisfatti di come le scuole hanno risposto alle sollecitazioni della nostra Associazione, sono stati infatti 445 i giovani che hanno partecipato, da tutto il territorio umbro - dice Paola Giulivi, Segretario regionale di Cittadinanzattiva Umbria - L’impatto psicologico della pandemia sui nostri ragazzi è stato notevole, la difficoltà di incontrare gli amici, lo stare lontano dalle persone a cui vogliono bene, la mancanza di libertà di movimento, hanno causato molta sofferenza; in questo periodo sono aumentati i disturbi alimentari e del sonno, gli sbalzi d’umore, l’aggressività verso gli altri... Tra i fattori di stress - sottolinea Giulivi - compaiono anche i timori di infezione, la frustrazione e la noia, l’informazione inadeguata, la mancanza di spazio personale in casa, le difficoltà finanziarie della famiglia”.

La ricerca ha evidenziato anche come i giovani tendano ad adottare comportamenti responsabili nell’ambito della salute rivolgendosi ai genitori o al medico e come si sono adattati nel seguire le norme igieniche e i divieti imposti.

Nel questionario è stato anche chiesto di avanzare proposte e richieste alla scuola e al Governo, e le loro risposte hanno riguardato una migliore preparazione degli insegnanti in regime di Dad, una connessione più efficace, visto che non tutti gli studenti hanno potuto usufruire delle lezioni; ed ancora: trasporti migliori per raggiungere la scuola. Infine chiedono che gli insegnanti mettano più attenzione al loro disagio che non alle valutazioni matematiche.

Alcune risposte sono esaustive: “Vorrei che si desse più importanza alla nostra generazione, sperando di non essere considerati un peso per la società, siamo noi il futuro e di conseguenza devono darci la giusta importanza non farci sentire sbagliati” scrive una ragazza di Terni.

“Vorremmo essere considerati come persone dai giusti sentimenti e non untori o portatori sani di malattia...” incalza un’altra 16enne di Montecastrilli; “siamo ragazzi, noi abbiamo il diritto di vivere a pieno l'età più bella della nostra vita che in questo momento ci sta sfuggendo come un treno che sembra non fermarsi più!” è la considerazione di un 18enne di Città Di Castello.

Alla fine del questionario è stato chiesto loro di descrivere la propria visione di futuro. Risponde una 18enne di Perugia, “Un domani speranzoso e promettente”. Ma c’è anche chi risponde come una 19enne di Panicale: “Non saprei perché in questo momento è tutto un punto interrogativo”. Stati d’animo che esprimono sconforto, c’è chi vede il futuro “come un burrone, non so quanto sia profondo, se sia una caduta letale o una caduta semplice dolorosa, ma so che ci sarà e che non potrò fare molto per evitarla” è il parere di un 18enne di Terni.

L’indagine non rimarrà chiusa in un cassetto: “Questi giovani vanno ascoltati, considerarti e aiutati, loro sanno ciò che vogliono - conclude Paola Giulivi - I risultati della rete Scuola di Cittadinanzattiva coordinata da Adriano Bizzarri sono molto stimolanti e presto coinvolgeremo tutte le scuole superiori per organizzare con gli studenti e le istituzioni dei momenti di riflessione e discussione sulle tematiche toccate dall’indagine”.

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