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Venerdì, 27 Maggio 2022
Incendi

Il fuoco gli sfugge di mano, in fumo sei ettari di bosco: sette denunce, rischiano fino a cinque anni di cella

Le indagini dei carabinieri forestali di Terni e della provincia a seguito degli incendi che hanno caratterizzato i primi tre mesi dell’anno. In un caso il rogo è stato innescato dalle scintille di una saldatrice

Diciannove incendi in tre mesi: sedici si sono sviluppati in soli dieci giorni, tra il 18 ed il 28 marzo. Colpa della stagione secca, del vento, delle temperature sopra la media. E delle distrazioni. Sono sette le denunce da parte dei carabinieri forestali di Terni e delle stazioni del territorio provinciale nei confronti di altrettante persone che ora dovranno rispondere dei reati di incendio boschivo o incendio generico colposo, punibili con la reclusione da uno a cinque anni.

È il bilancio dell’attività investigativa svolta dai reparti operativi del gruppo carabinieri forestali di Terni (comprendente 11 stazioni e il nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale) nel primo trimestre dell’anno 2022, su un totale di 19 incendi, verificatisi nel Ternano (di cui 16 sviluppatisi nei dieci giorni compresi tra il 18 e il 28 marzo) per una superficie complessiva di circa 6 ettari.

“Il dato è particolarmente preoccupante – spiegano in una nota i forestali - se consideriamo che nel 2021, nello stesso periodo, si era verificato un unico incendio boschivo di circa tremila metri quadrati”.

Gli accertamenti dei forestali hanno permesso di appurare che i roghi sono stati causati quasi sempre da “errate abitudini o imprudenze da parte dei responsabili”: in 6 casi su 7 (si tratta degli incendi che hanno interessato i territori di Ficulle, Amelia, Montecchio, Ferentillo, Stroncone e Penna in Teverina) le fiamme si sono propagate da fuochi accesi per ripulire il terreno dai residui vegetali prodotti dalle operazioni di potatura di oliveti (in un caso di un castagneto da frutto) o dalla vegetazione infestante presente sulle scarpate, mentre un episodio è attribuibile all’imprudente uso di una saldatrice per lavori domestici.

“Non è mai inutile evidenziare – mettono in guardia i carabinieri - come sia profondamente sbagliato e pericoloso ricorrere alla bruciatura dei residui vegetali o della vegetazione, soprattutto in concomitanza di vegetazione particolarmente secca, con temperature medie elevate e presenza di vento: in questi casi, anche un piccolo fuoco può in breve tempo sfuggire ad ogni controllo e svilupparsi in un vero e proprio incendio, con quello che ne consegue”.

L’individuazione dei responsabili è avvenuta grazie all’applicazione di tecniche investigative che consentono in molti casi di determinare, con metodo scientifico, il punto di origine dell’incendio e le sue cause, fornendo utili elementi di prova nelle investigazioni, a partire da un’analisi attenta dell’area bruciata, della sua forma, e dalla ricerca di alcune “tracce” che le fiamme lasciano su piante, terreno, rocce ed oggetti, che possono indirizzare gli investigatori verso l’area di innesco.

Oltre all’attività investigativa, finalizzata alla repressione dei reati di incendio boschivo e non boschivo, sia colposo che doloso, un importante compito delle stazioni carabinieri forestali è la perimetrazione dell’area percorsa dal fuoco con dispositivo Gps, con rilevamento di tutti i dati statistici relativi alle superfici boscate, non boscate, specie presenti, tipologia di incendio, causa, durata operazioni di spegnimento e così via. Dati che confluiscono in un applicativo specifico in dotazione ai reparti e che formano un patrimonio prezioso ai fini statici, nonché per l’applicazione, da parte dei Comuni interessati, dei vincoli sulle aree boscate percorse dal fuoco (tra cui il divieto di esercitare la caccia e il pascolo per 10 anni e il divieto, introdotto recentemente, di raccolta di frutti del sottobosco per 3 anni).

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