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Cronaca

“Unicusano sotto inchiesta: ecco perché l’Ateneo afferma di essere accusato ingiustamente”

La nota dopo l’indagine della guardia di finanza, il presidente del Cda Stefano Bandecchi “Estendere l’inchiesta agli altri atenei italiani oppure gli alti comandi delle fiamme gialle chiedano scusa”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Università Niccolò Cusano in relazione all’indagine della procura della Repubblica di Roma su una presunta evasione fiscale dell’Ateneo. Nel comunicato stampa l’Ateneo replica alle accuse mosse dalla guardia di finanza.

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Sequestro Unicusano, un excursus sui fatti. Parliamo davvero di una evasione fiscale o quanto accaduto è diventato solo un caso mediatico per colpire l’Ateneo? E perché non si estende la stessa indagine, almeno per senso di giustizia, alle altre università italiane?

I bilanci.

Che differenza c’è tra i bilanci della Sapienza, di Torvergata, della statale di Milano, dell’Università di Palermo, del Politecnico di Torino, della Bocconi, della Luiss e di tutti gli altri Atenei con quelli della Unicusano? Nessuna differenza. I bilanci sono identici, realizzati sugli stessi principi e leggi. Ricordiamo infatti che l’Università Niccolò Cusano è nata, come tutte le altre università italiane, per decreto.

Spin off.

Che differenza c’è tra gli spin off dell’Unicusano e quelli di altri Atenei? Nessuna differenza. Perché tutti sono stati creati con le marginalità e gli avanzi di bilancio, tutti gli spin off sono regolarmente tassati Ires e quando producessero utili e dividendi, gli stessi tornerebbero in pancia agli Atenei ritassati a loro volta come dividendi al 26% Ires.

Il caso mediatico Unicusano.

Cosa ha fatto l’università Niccolò Cusano di differente dalle altre per trovarsi sui giornali con titoli diffamatori come quello di repubblica “i soldi sporchi della Cusano”? Niente di diverso da quanto fanno gli altri Atenei. Forse la Unicusano ha usato soldi pubblici per fare cose private? Come riscontrato dalla Gdf, nei bilanci dell’Ateneo entrano a fondo perduto soldi pubblici tra gli 80 e i 220mila euro (dipende dall’anno); che certo non potranno contribuire a pagare i 1500 dipendenti in essere (impiegati, professori, contrattisti). Come mai il ministero delle università, negli ultimi 16 anni, non ha mai contestato irregolarità alla Niccolò Cusano, pur essendo l’unico organo legittimato? Evidentemente perché i bilanci di questa università sono stati fatti con gli stessi parametri utilizzati da tutte le altre università italiane.

C’erano forse altri interessi per sbattere il “mostro” in prima pagina? Il presidente Bandecchi è forse un uomo scomodo? L’Unicusano, arrivata prima nella ricerca ingegneristica industriale (dati Anvur) è forse scomoda al sistema?

“Vorremmo avere risposte alle nostre domande e vorremmo sapere perché oggi 21 milioni sono stati sequestrati e perché tutti coloro che vi lavorano, dagli organi di comando ai manutentori, sono guardati e considerati dagli italiani grandi evasori fiscali”, dichiara il Presidente del cda, Stefano Bandecchi.

Il quale conclude: “Consiglio alla guardia di finanza di fare la stessa operazione presso tutte le università italiane, quanto meno per un senso di giustizia, basandosi sugli stessi principi, oppure si chieda agli alti comandi di far chiedere scusa a chi si è reso responsabile di questa situazione infamante senza né capo né coda”.

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