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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca

Unicusano, Stefano Bandecchi furioso: “Indagine faziosa, i soldi sono miei e li uso come mi pare”

Il presidente della Ternana sull’inchiesta della guardia di finanza: “Hanno fatto uno show per cui alla fine dovranno chiedere scusa”. La nota diffusa dall’Università

“Questa operazione nasce da una supercazzola della guardia di finanza che pensava che noi fossimo dei riciclatori della mafia, che l’università non esistesse”. Stefano Bandecchi senza freni ma “felice perché normalmente in queste cose ti arrestano”, parla ai microfoni di Am Terni Television dell’inchiesta della procura della Repubblica di Roma che ha portato al blocco dei conti correnti di Unicusano per una presunta evasione fiscale.

“Hanno bloccato tutti i conti correnti, se ce lo avessero detto gli avremmo fatto un bonifico da 20 milioni di euro. Per quale motivo hanno fatto uno show per cui alla fine dovranno chiedere scusa?”, dice il patron della Ternana che parla di una “indagine faziosa, fatta, per la quale saremmo tutti evasori totali e avremmo usato impropriamente il denaro”.

Il cuore dell’inchiesta ruota attorno all’utilizzo delle risorse da parte dell’Università Niccolò Cusano di cui Bandecchi è fondatore: “I soldi sono miei, li uso come mi pare. Dopo che ho pagato Irap, Irpef e tutto ciò che dovevo pagare, utilizzo quei soldi per creare altre società. Noi sosteniamo che quelle denunce dei redditi non andavano fatte” e in più occasioni sottolinea la correttezza dell’operato, rilevando che i “i bilanci” dell’Università” vanno “al ministero e non alla camera di commercio. Forse – dice ancora – a qualcuno rode che mi sono candidato a sindaco di Terni, che sono il segretario di Alternativa popolare, che sono mettere in fila quattro parole. Forse, a qualcuno rode che alla fine avrò ragione. Basta che si prendano i 20 milioni e mi permettano di continuare a lavorare”.

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Riceviamo e pubblichiamo in forma integrale anche una nota diffusa dall’Università degli studi Niccolò Cusano. Eccola

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L’Università degli Studi “Niccolò Cusano” (UNICUSANO) a seguito delle notizie diffuse dalla stampa, anche on line, e dalle reti televisive in ordine alla emanazione da parte del Tribunale di Roma di un decreto di sequestro preventivo dei saldi attivi giacenti sui conti correnti intestati all’Università, fino a concorrenza dell’importo di circa 20 milioni di euro, per una presunta evasione fiscale, sottolinea quanto segue.

1. Gli organi apicali dell’Ateneo, come del resto tutti i dipendenti delle strutture amministrative, hanno costantemente informato il proprio operato alla scrupolosa applicazione della normativa vigente, con particolare riguardo non solo alla legislazione universitaria ma anche, ed in particolar modo, alla normativa fiscale, contabile e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

2. La stesura dei bilanci, approvati dal Consiglio di Amministrazione con il parere del Collegio dei Revisori, e i conseguenti adempimenti fiscali, tra cui la redazione e presentazione delle dichiarazioni dei redditi sono sempre stati posti in essere nel pieno rispetto della richiamata normativa, delle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e della prassi amministrativa.

3. L’UNICUSANO, quale università non statale legalmente riconosciuta è autorizzata a rilasciare titoli di studio universitario aventi valore legale ed ha sempre posto in essere attività di formazione universitaria esente da imposta sui redditi poiché per legge (art. 1, co.721, Legge 2019 n. 160) tale attività non è qualificabile come attività commerciale e la UNICUSANO non è stata costituita sotto forma di società commerciale.

4. Le società di capitali costituite o partecipate da UNICUSANO sono soggetti del tutto autonomi e distinti dall’Università, rispettano la normativa contabile e fiscale, presentano regolarmente le dichiarazioni fiscali. Sono tassate quando producono reddito, che distribuiscono come utile alla UNICUSANO: e l’ammontare degli utili viene utilizzato dall’Università per lo svolgimento delle attività di ricerca e per il raggiungimento degli altri scopi istituzionali.

In considerazione di quanto esposto sia l’Università degli Studi “Niccolò Cusano” sia coloro che, avendo rivestito funzioni rappresentative nell’organizzazione universitaria sono stati ugualmente destinatari del predetto decreto di sequestro, provvederanno alla tutela dei propri diritti lesi da quegli organi di stampa e radiotelevisivi che hanno dato notizia del provvedimento senza un minimo approfondimento della realtà giuridica e fattuale e senza alcun rispetto per la riservatezza dei singoli e per l’immagine di alto profilo dell’Ateneo.

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