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Domenica, 28 Novembre 2021
Incidenti stradali

Strade di sangue, a Terni nove morti in un anno: incidenti stradali prima causa di morte fra i giovani

Oggi si celebrano la giornata mondiale e quella nazionale delle vittime della strada. La polizia di Stato: incidenti causati nella maggior parte dei casi dai comportamenti sbagliati dei conducenti e dal mancato rispetto del codice della strada

Secondo l’Istat, l’Umbria è la terza regione in Italia per tasso di mortalità giovanile (15-34 anni) causata da incidenti stradali.

E neanche il ridimensionamento dei flussi dei traffici del periodo pandemico ha arginato questo dato terribile che è leggermente calato ma resta in linea con gli ultimi tre anni: nel 2020 hanno perso la vita 45 persone, di cui 36 in provincia di Perugia e 9 in quella di Terni, a fronte dei 51 totali del 2019 e i 48 del 2018. Il tasso di mortalità sulle strade dell’Umbria si attesta al 5,2 su 100mila abitanti; a livello nazionale l’indice è 4. Molto sopra la media.  Il maggior numero di incidenti si è consumato sulle strade urbane, ben 1.126, mentre 275 sulle statali, 86 sulle provinciali, 77 sulle extraurbane, 72 sulle regionali e 63 su raccordi e autostrade.

Numeri che diventano importanti oggi, nel giorno in cui ricorre la Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, un momento di ricordo e riflessione che viene dedicato ogni anno, la terza domenica di novembre, alle vittime di incidenti stradali ed ai loro familiari, proclamato per la prima volta dall'Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) nel 2005 e la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada, istituita dalla legge 227 del 29 dicembre 2017.

“La sicurezza stradale è una delle maggiori criticità che i Paesi europei devono affrontare – spiegano dalla polizia di Stato - e l’impegno di tutti è quello di azzerare il numero delle vittime della strada entro il 2050, nonché nel 2030 di ridurre del 50% il numero sia delle vittime che deli feriti gravi. Il raggiungimento di questi obiettivi non può e non deve essere utopico, non solo perché lo chiede l’Europa, ma soprattutto per dare dignità a quelle tante famiglie che piangono i loro congiunti, vittime di condotte di guida imprudenti”.

Lo sforzo della polizia di Stato, attraverso la polizia stradale, per contenere il numero dei sinistri mortali si esprime nelle oltre 397.000 pattuglie schierate sul territorio dall’inizio dell’anno, che hanno permesso di accertare più di 1,5 milioni di infrazioni, di ritirare 21.255 patenti di guida, con 2.477.333 punti decurtati.

“Ma gli incidenti stradali – rileva la polizia - sono causati nella maggior parte dei casi dai comportamenti sbagliati dei conducenti e dal mancato rispetto del codice della strada. È una questione di responsabilità individuale poiché i controlli di polizia, da soli, non potranno mai essere sufficienti se, contemporaneamente, chi si mette alla guida non mostra attenzione, con la propria condotta, al rispetto della vita propria e altrui. Per questo motivo, l’obiettivo della polizia di Stato è quello di sensibilizzare gli automobilisti sui rischi derivanti da comportamenti errati alla guida, anche attraverso campagne di prevenzione ed informazione sulla sicurezza stradale”.

“La cultura della guida sicura – così si conclude il messaggio della polizia di Stato - è un valore comune ed un impegno corale perché la strada è di tutti e tutti dobbiamo fare la nostra parte per sentirci coinvolti, adottando e pretendendo dagli altri condotte di guida corrette”.

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