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Cronaca

Morti sul lavoro, alla provincia di Terni il triste ‘primato’ nazionale dell’incidenza degli infortuni

L’Osservatorio sicurezza e ambiente Vega fornisce una panoramica, aggiornata al 31 ottobre. La provincia di Terni conta otto casi su poco più di 82 mila occupati

Un triste 'primato' per il territorio. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio sicurezza e ambiente Vega la provincia di Terni occupa il primo posto nella classifica dei casi di morte sul lavoro, ordinati per incidenza degli infortuni. La statistica prende in esame la forchetta temporale che comprende il 1 gennaio e il 31 ottobre dell’anno in corso. Gli indicatori sono sostanzialmente due: i casi di morte sul lavoro (otto) ed il numero di occupati (82 mila circa) per un indice di incidenza, rapportato sugli occupati, pari al 96,4%. Staccate le provincie di Crotone (75,4%); Teramo (73,5%), Rieti (71,8%) e Nuoro (71,7%). Esclusi dalla rilevazione gli infortuni in itinere.  

Sono 868 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 672 in occasione di lavoro (incremento del 2% rispetto a ottobre 2022) e 196 in itinere (-21,6% rispetto al mese di ottobre dello scorso anno). Alla regione Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (108). Seguono Campania (66), Veneto (62), Emilia Romagna (58), Piemonte (56), Puglia (51), Lazio (50), Sicilia (42), Toscana (27), Abruzzo (26), Umbria (20), Marche (18), Calabria e Friuli Venezia Giulia (17), Liguria (15), Trentino Alto Adige e Sardegna (13), Basilicata (7), Molise (5) e Valle d’Aosta (1).

L’Osservatorio indica Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata come regioni insicure. Vengono infatti collocate in zona rossa, poiché detengono un’incidenza degli infortuni mortali, superiore a quelli della media nazionale. Nei primi dieci mesi dell’anno è il settore delle costruzioni a registrare il maggior numero di decessi (117) in occasione di lavoro. È seguito dal settore dei trasporti e magazzinaggio (91), dalle attività manifatturiere (81) e dal commercio (56). La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (244 su un totale di 672). Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a ottobre sono 38, mentre 21 hanno perso la vita in itinere, ovvero nel percorso casa-lavoro.

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