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Cronaca

Infezione batterica dopo l’intervento chirurgico, medici prosciolti

Citati in giudizio per un danno all’azienda ospedaliera di Terni, secondo la Corte dei conti dalla cartella clinica emerge che la profilassi antibiotica era stata avviata subito dopo l'operazione

La procura contabile dell’Umbria ha citato in giudizio due medici e un infermiere per un danno di 33mila euro arrecato all’azienda ospedaliera di Terni per un’infezione da escherichia coli a seguito di un intervento chirurgico di riparazione di laparocele.

Secondo l’accusa, il personale sanitario non avrebbe effettuato la profilassi antibiotica sul paziente e da questo sarebbe derivata la contaminazione della ferita e la necessità di sottoporre il paziente a un nuovo intervento chirurgico. Per l’accusa gli eventi sarebbero stati collegati “alla condotta tenuta” dal personale sanitario, fino alla contestazione di “colpa grave per errata prestazione sanitaria”.

Per i giudici contabili, però, dalle cartelle cliniche emerge che la terapia antibiotica era iniziata subito e che “non può essere negato che la terapia antibiotica rispondesse a un criterio di sostanziale profilassi indicato con la necessità che la somministrazione sarebbe dovuta avvenire prima dell’operazione per ricondurla a un profilo terapeutico, atteso che la concomitanza e la mancanza di cesure temporali tra il ricovero, l’esecuzione dell’intervento e la prescrizione della terapia antibiotica depongono per una sostanziale correttezza dell’operato dei sanitari coinvolti”.

Da qui il proscioglimento dei medici dall’accusa di non aver operato con diligenza.

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