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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca Piediluco

Lago di Piediluco, la denuncia: “Segnalata l’anomala presenza di banchi di persici trota”

“Un fatto molto strano – affermano da Legambiente Umbria – che lascia supporre che siano state fatte a Piediluco immissioni illegali di questi pesci per compiacere qualche pescatore sportivo”

Arriva da Legambiente Umbria la segnalazione di un’anomala presenza di banchi di persici trota, all’interno del Lago di Piediluco. Tale esemplare è comunemente chiamato dai pescatori boccalone o black bass, a pelo d’acqua. “Un fatto molto strano – denunciano – che lascia supporre che siano state fatte immissioni illegali di questi pesci per compiacere qualche pescatore sportivo”. Secondo Legambiente: “La circostanza che gli esemplari di persico trota pescati siano della stessa taglia, abbiano una livrea chiara – a differenza di quelli che abitualmente si trovano a Piediluco i quali detengono una colorazione del dorso verde scuro – e che presentino addirittura ancora le uova, quando questi pesci notoriamente si riproducono da maggio e giugno, lascia supporre che provengano da qualche allevamento. Inoltre è presumibile che siano stati immessi illegalmente nel Lago di Piediluco, notoriamente molto frequentato da pescatori di black bass”.

Il commento dell’associazione ambientalista: “Se si trattasse di immissioni illegali, sarebbe un fatto gravissimo. Infatti l’immissione di specie aliene è assolutamente vietata e certamente la Regione Umbria non ha mai autorizzato immissioni di black bass a Piediluco”. A questo si aggiunge che il persico trota è inserito nell’elenco delle cento specie aliene invasive più dannose al mondo, per l’impatto che ha sulle specie originarie dei luoghi in cui viene rilasciato. Queste immissioni, tra l’altro rischiano di inficiare gli interventi e le misure di salvaguardia del luccio italiano che è una specie autoctona di elevato interesse piscatorio e conservazionistico essendo inserita nella Lista Rossa dei vertebrati italiani. Pertanto: “E’ necessario che la Regione Umbria e gli organi di controllo si attivino con iniziative volte a prevenire l’immissione e l’abbandono delle specie invasive in natura, prevedendo anche regolamenti che vietano il rilascio dei persici trota una volta pescati. Nello stesso tempo devono essere intensificati i controlli sul territorio”.

Infine l’appello alle associazioni di pesca sportiva dell’Umbria: “Ci aspettiamo invece che intervengano pubblicamente – conclude Legambiente Umbria – condannando con forza azioni illegali come queste a danno della biodiversità e del patrimonio naturale e isolando e denunciando i pescatori che infrangono norme nazionali e europee”.

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