Cronaca

La fiaccola dell’anarchia “brucia” a Sabbione: “Nessuna gabbia può contenere il movimento rivoluzionario”

La lettera di “alcuni compagni” di Alfredo Cospito: “Ancora oggi si trova nella sezione nuovi arrivati. Le provocazioni e i pretesti delle guardie non potranno cancellare l’anarchismo dell’azione”

“Nei prossimi giorni, se questa situazione continuerà, vedremo quali forme di solidarietà pubblica attuare”. Si conclude così il testo pubblicato su alcuni organi di informazione della galassia anarchica da “alcuni compagni” di Alfredo Cospito, uno dei leader del movimento che dallo scorso giugno si trova rinchiuso nel carcere ternano di vocabolo Sabbione.

Era detenuto dal 2013 nel penitenziario di Ferrara dove stava scontando una doppia condanna. La prima perché accusato di avere “gambizzato” nel maggio del 2012, assieme a Nicola Gai, altro anarchico torinese, l’ad di Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi. Su Cospito pende poi una condanna a vent’anni di cella per il processo Scripta Manent, iniziato a Torino nel 2017: una ventina le persone arrestate nel blitz del settembre 2016 per le azioni sovversive – compresa la pubblicazione di scritti anarchici - che vengono contestate al Fronte anarchico informale e che si sarebbero consumate fra il 2005 ed il 2016.

“A fine giugno – scrivono i compagni di Cospito - abbiamo appreso che Alfredo era stato trasferito nel carcere di Terni, dove c’è una sezione per i prigionieri rivoluzionari. D’altra parte, è ancora mantenuto oggi nella sezione per i “nuovi arrivati”, anche se il periodo di isolamento imposto dalla normativa sul Covid19 è già finito da diversi giorni. Non sappiamo perché Alfredo sia ancora in isolamento, non conosciamo i piani dell’amministrazione penitenziaria e non ci interessano. Quello che sappiamo è che le provocazioni e i pretesti delle guardie non potranno cancellare i fatti: l’esistenza, negli anni, di un anarchismo dell’azione non può essere cancellata dalle condanne giudiziarie o dai pretesti delle guardie”.

“La storia di Alfredo, le pratiche di cui è accusato: questa è la contaminazione che temono. Ma questa storia, queste pratiche non possono essere poste in isolamento, nessuna gabbia le conterrà; sono l’eredità del movimento rivoluzionario”.

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