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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Centro

Migliaia di mail truffa con finte eredità: diversi colpi programmati nel Ternano

Trovati dalla Polizia postale con indirizzi internet di potenziali vittime della cosiddetta "truffa nigeriana"

Una banda composta da cittadini nigeriani è stata rinviata a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale penale di Perugia per associazione per delinquere, truffa e accesso abusivo a un sistema informatico. Banda che operava anche nel Ternano. 

Secondo la Procura di Perugia il gruppo criminale si stava preparando ad inondare il web di mail, messaggi in chat e nella messaggistica immediata, con richieste di denaro oppure finalizzate al furto di credenziali di accesso all’hoom banking.

Una truffa, quella ipotizzata dalla Procura di Perugia e dalla Polizia postale, che vede coinvolte decine di persone, la maggior parte originarie della Nigeria, ma anche del Benin e della Liberia, che, in concorso tra loro e con ruoli bel precisi all'interno del sodalizio, avrebbero agito anche in Umbria e in particolare nel territorio di Terni. Il gruppo criminale è difeso dagli avvocati Virginia Marchesini, Ilaria Iannucci, Michele Iacomi, Gloria Isidori, Omar Khmayes, Dora Iula, Francesco Marcucci, Giacomo Manduca, Francesco Carracci Montalbano.

Secondo la Procura di Perugia gli imputati sarebbero entrati in possesso di migliaia indirizzi telematici delle vittime, cui spedire migliaia di mail ogni giorno, di apparente provenienza istituzionale, bancaria o professionale e con le quali avrebbero richiesto l’invio di coordinate bancarie, codici di accesso, conti credenziali e password o addirittura pin di carte di credito.

Altre contestazioni riguardano anche l’accesso abusivo ai sistemi informatici e telematici degli istituti di credito o di gestione delle carte di pagamento.

Attraverso appositi programmi informatici sarebbero riusciti ad individuare gli indirizzi di posta elettronica delle potenziali vittime inoltrando mail solo all’apparenza provenienti da fonti autorevoli ed istituzionali, nelle quali si segnalava anche l’esistenza di somme di denaro lasciate in eredità da parte di fantomatici e sconosciuti parenti delle stesse vittime, con tanto di copie falsificate testamenti e lasciti per indurre le vittime ad aprire appositi conti correnti online per poter ricevere i soldi. Chiedendo di effettuare un piccolo versamento per tase e spese notarili. Soldi che finivano sui conti correnti del sodalizio.

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