Il mistero del gps “fantasma”, la denuncia di un ventottenne: è una persecuzione, pronto a segnalare gli abusi

Narni, i carabinieri forestali gli chiedono di restituire un rilevatore di posizione. Lui replica: mai trovato, ma da due anni vivo un vero e proprio incubo. Ecco perché

Il mistero del gps “fantasma” vede da una parte i carabinieri forestali di Terni e dall’altra un ragazzo di ventotto anni di Narni. I militari lo incalzano, chiedendo di restituire un rilevatore gps che il giovane avrebbe trovato sulla sua auto. Ma lui cade dalle nuvole: mai scoperto niente di simile, ma sto vivendo un vero e proprio incubo.

Per leggere fra le righe di questa storia, è necessario fare un passo indietro, fino ad un paio di anni fa. Il ragazzo è appassionato di caccia ma, per alcune contestazioni, gli viene ritirata la licenza. Una volta sistemate le pendenze, prova a riottenere quel tesserino. L’iter è però un percorso ad ostacoli soprattutto perché – così rileva il ragazzo – i carabinieri forestali presentano puntualmente delle relazioni negative che di fatto gli impediscono di tornare in possesso della licenza. Uno degli ultimi episodi (“un martirio”, dice il ventottenne) riguarda la denuncia che gli viene contestata lo scorso mese di luglio per tentato furto di selvaggina e maneggio abusivo di arma.

Il 5 ottobre, sono le 21.50, viene fermato assieme ad un amico in località Valleantica di Narni. I forestali perquisiscono ancora una volta la sua auto ma non trovano nulla. Fino ad arrivare alle 12.59 di sabato 10 ottobre quando riceve una e-mail con la quale viene invitato a presentarsi il 12 ottobre presso il comando dei carabinieri forestali di Terni per la “restituzione dell’apparato gps” ritrovato sotto la propria autovettura.

Apparecchio che però il ragazzo – che non ha mai neanche ricevuto un avviso di garanzia che giustifichi una eventuale indagine – dice di non avere mai trovato.

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Il giovane si è dunque rivolto all’avvocato Giacomo Marini, chiedendo assistenza per poi inviare una prima risposta. Esprimendo dunque “viva sorpresa” rispetto alla comunicazione “afferente non meglio specificati apparati elettronici di dubbia provenienza, collocati in disprezzo di ogni norma giuridica”. Il ragazzo si riserva dunque “di denunciare tutti gli abusi perpetrati in danno dello scrivente al signor procuratore della Repubblica” e diffida “codesto comando a cessare ulteriori molestie in danno dello scrivente”.

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