Neonato abbandonato, “non è stato lasciato lì dalla madre”

La polizia indaga sul feto ritrovato morto nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo. L’allarme, le telecamere e i testimoni: è caccia ai responsabili

Le indagini della polizia

Le strisce bianche e rosse della polizia scientifica delimitano un’area di quattro o cinque metri quadrati. Le luci delle fotocellule si sono spente da qualche minuto. In mezzo al parcheggio di piazzale Eroi dell’aria c’è un carrello. Nell’aria l’odore acre del silenzio impastato con l’orrore. Sono passate le undici di sera e il mistero del neonato abbandonato è soltanto all’inizio.

La scoperta

L’allarme è scattato qualche ora prima, intorno alle 20. Quanto al 113 della questura arriva la telefonata di alcuni addetti dell’Eurospin di Borgo Rivo. Hanno raccolto il terrore di una cliente. Che attratta da una busta di plastica azzurra poco distante dall’ingresso, si è avvicinata ed ha scoperto il dramma. A destra dell’ingresso del supermercato c’è un cassonetto appena davanti una piccola aiuola. Lì, appoggiato in terra, un sacchetto. Dentro, un neonato. Maschio. Carnagione chiara. Sembra, coperto con uno straccio.

Le indagini

Da via Antiochia sono arrivati di corsa gli agenti della mobile e della volante. Con loro il vicario del questore, Raffaele Clemente, il dirigente della Volante Francesco Petitti e il dirigente della Digos Marco Colurci, coordinati nelle indagini dal pm Barbara Mazzullo. Si avvicinano, scrutano, isolano la zona. E avvertono la polizia scientifica. Che scruta, raccoglie indizi, isola elementi che potrebbero rivelarsi fondamentali.

Cosa è successo

“Abbiamo raccolto tutto il materiale presente nel sacchetto – spiega Clemente – La mia impressione è che il neonato non sia stato lasciato lì dalla madre. Non è stato lanciato – riflette – ma neanche adagiato con amore. Voglio credere che sia stato portato lì da qualcuno che lo abbia voluto portare via da qualcosa di peggio”. Probabile che quando è stato abbandonato, il neonato fosse ancora vivo – ma sarà l’autopsia a chiarire come sono andate le cose – magari nella speranza che qualcuno si accorgesse di lui e lo potesse salvare da morte certa.

Telecamere e testimoni

Il piazzale è sotto l’occhio di alcune telecamere di sicurezza. Ma l’area in cui è stato ritrovato il feto potrebbe non essere inquadrata dagli occhi elettronici. “Non ci sono solo le telecamere – dice Clemente – ci sono le indagini, le testimonianze”.  Anche se al momento – sembra – nessuno abbia assistito all’abbandono del neonato.

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La “caccia” è aperta

Perché questo gesto? Disperazione? “La disperazione – dice il vicario del questore – non la scopre la polizia scientifica. La si trova negli occhi delle persone, guardandole in faccia”. Ed ora, quella faccia, bisogna ricostruirla.

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