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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Terni, minaccia ed aggredisce il medico di guardia al carcere di vocabolo Sabbione: “Siamo al collasso”

Un detenuto rumeno ristretto per furto, all'interno dell'infermeria ha aggredito il medico di guardia

Momenti di tensione si sono verificati nel corso della giornata di oggi, martedì 4 aprile, all’interno dell’infermeria del carcere di vocabolo Sabbione. A denunciare l’accaduto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria per voce del Segretario Nazionale per l’Umbria Fabrizio Bonino: “Un detenuto rumeno, ristretto per furto, all'interno dell'infermeria ha infatti aggredito il medico di guardia, poi gli ha sputato e lo ha minacciato di morte. Solo grazie al tempestivo e pronto intervento dell'agente di polizia penitenziaria, addetto alla sorveglianza della locale infermeria, si è riusciti ad evitare il peggio e a riportare l’ordine e la sicurezza nel presidio sanitario. Il medico, al momento, ha smontato dal servizio e si è recato presso il pronto soccorso ospedaliero della città ternana”.

I precedenti: “Il detenuto è giunto da circa un mese e mezzo presso il carcere di Sabbione da un penitenziario toscano e non è nuovo a questi atteggiamenti nei confronti del personale medico e paramedico. Nei giorni scorsi ha tentato di aggredire un altro medico e addirittura qualche infermiere mentre gli distribuiva la terapia. Inoltre, lo stesso ogni giorno per attirare l’attenzione e creare scompiglio si è auto lesionato il corpo per futili motivi per poi proseguire con minacce nei confronti del personale di polizia penitenziaria. Il provveditorato della Toscana di Firenze che lo ha mandato in Umbria, se lo dovrebbe riprendere indietro per assegnarlo in un altro carcere”.  

Il segretario Fabrizio Bonino esprime solidarietà al medico ed ai poliziotti penitenziari: “Il Sappe denuncia da tempo che bisogna introdurre riforme efficaci per stemperare le costanti e crescenti tensioni nelle carceri, prevedendo ad esempio l’espulsione dei detenuti stranieri e la riapertura degli ospedali psichiatrici giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”.

Anche Donato Capece, segretario generale del Sappe esprime vicinanza ai poliziotti di Terni e torna ad evidenziare come e quanto sia importante e urgente prevedere un nuovo modello custodiale: “Le donne e gli uomini del corpo di polizia penitenziaria non possono continuare ad essere aggrediti o a trovarsi costantemente in situazioni di alta tensione senza che il Ministero della Giustizia ed il DAP adottino provvedimenti urgenti. Siamo al collasso. Serve una stretta normativa che argini la violenza dei pochi, anche a tutela degli altri detenuti e delle altre detenute”.

Ed ancora: “Il personale di polizia penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Fino a quando assisteremo a questo sfascio dell’ordine e della sicurezza interna provocato dal lassismo di decisione assurde e illogiche, come la vigilanza dinamica e soprattutto l’assenza di adeguati provvedimenti disciplinare e penali per chi aggredisce gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria?”.

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