“Massimiliano ucciso dall’insensibilità e dalla noncuranza prima ancora che dal proiettile della sua pistola”

Morte del comandante della guardia di finanza di Terni, il generale Rapetto: malessere diffuso nelle fiamme gialle. Il cordoglio dei sindaci di Terni e Capalbio

“Hanno trovato esanime un mio amico. Un buon amico e non un semplice collega, che domenica mattina alle 12.52 mi salutava via WhatsApp dalla piazza Garibaldi di Orbetello. Hanno rinvenuto il suo corpo nei pressi dei ripetitori televisivi di monte Argentario. Si è sparato con la pistola d’ordinanza”.

Non è soltanto un ricordo quello di Umberto Rapetto, generale della guardia di finanza in congedo, noto come lo “sceriffo del web” per avere intrapreso una articolata indagine sul mondo delle slot machine, oggi esperto di tecnologia, consulente del Governo e giornalista. Le sue parole spiccano forti dal blog del Fatto Quotidiano con cui Rapetto collabora. E l’ultimo articolo pubblicato è dedicato alla morte del colonnello Massimiliano Giua, comandante della guardia di finanza di Terni, trovato cadavere lunedì pomeriggio a Punta Telegrafo, sul monte Argentario in Toscana.

umberto-rapetto-640x480-2“Mentre mi chiedo perché non l’ho chiamato invece di rispondere con il solito smile e mi dispero per non aver fatto nulla che cambiasse il corso della sua giornata e della sua vita – scrive Rapetto - sono assalito da mille perché. Gli stessi perché che si sono domandati altri in tante e troppe occasioni del genere. Impossibile trovare una risposta. Non mi chiedo il perché del gesto, evidente frutto di una disperazione irreversibile, ma le ragioni per le quali chi gli era attorno nello strano pianeta delle fiamme gialle non si sia accorto del suo profondo stato di disagio”.

La morte del colonnello Giua fornisce a Rapetto la possibilità di avviare una riflessione sulle “decine di suicidi” che ogni anno toccano la finanza e che sarebbero “il termometro della salute di una organizzazione. Se eventi così drammatici si susseguono in un contesto insospettabile - argomenta Rapetto - la situazione non può rimanere sottaciuta. Parliamo di una realtà i cui successi quotidianamente riportati dalla stampa lasciano immaginare uno straboccante senso di soddisfazione, una forte motivazione, un infinito spirito di squadra: è l’abbacinazione di cui finisce preda chi osserva la guardia di finanza con gli occhi incantati dello spettatore distante”.

Massimiliano è stato ucciso dall’insensibilità e dalla noncuranza prima ancora che del proiettile della pistola portata alla testa. Non so quanti abbiano avuto la medesima sorte nei mesi scorsi, ma il problema è fin troppo noto. Ognuno di loro avrà avuto motivi diversi, ma tutti trascorrevano la loro esistenza nel medesimo ambito poco importa se geograficamente in sedi diverse. Proprio l’estensione territoriale è elemento di preoccupazione, perché vuol dire che la sensazione di malessere è capillare. Non ci sono analogie in altre organizzazioni pubbliche o private. Qualcuno dovrebbe cominciare a rifletterci. Le responsabilità morali non fanno finire nessuno davanti ad un giudice, ma probabilmente esiste un dovere sociale di intervenire. Non c’è bisogno dell’ennesima commissione di inchiesta: sarebbe sufficiente occuparsi della questione per garantire una brusca sterzata”.

La conclusione della riflessione di Rapetto è drammaticamente amara: “Secondo spietate tradizioni, qualche ufficiale avrà messo mano all’annuario e inforcato la biro. Raggiunta la pagina dell’annuario in cui era posizionato lo scomparso, avrà tracciato una linea sul nome del colonnello magari con l’aggiunta di una croce, come tante volte sono inorridito nel veder fare dai carrieristi di turno. Uno di meno nella fratricida lotta per l’avanzamento. A dispetto di quella striscia di inchiostro – ultimo sfregio – Massimiliano (e come lui tutti gli altri accomunati dalla triste sorte) rimarrà nel cuore di chi gli ha voluto bene e ne ha apprezzato professionalità, dedizione, lealtà che nessuna pallottola potrà mai portarci via. Ciao Max”.

Sono invece parole di cordoglio quelle usate dal sindaco di Terni, Leonardo Latini, per commentare l’improvvisa scomparsa del colonnello Giua: “A nome mio e della giunta esprimo le più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici del colonnello Massimiliano Giua, comandante provinciale della guardia di finanza di Terni. Ero accanto a lui poco tempo fa in occasione della festa di San Matteo a Terni protettore dei finanzieri. Persona cordiale, affabile, mite e disponibile, un servitore dello Stato di indubbia onestà e senso del dovere. La sua tragedia ci ha scosso profondamente”.

E di tragedia parla anche Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio: “Ci ha lasciato un uomo di grande valore, amico di Capalbio e della Maremma per la sua professione e per passione. Persona cordiale, affabile, mite e disponibile, un servitore dello Stato di indubbia onestà e senso del dovere. A settembre dello scorso anno – ricorda Bellumori - il colonnello venne a salutarci prima di prendere il comando a Terni. Di tanto in tanto qualche messaggio per sapere cosa accadeva in Maremma. La tragica scomparsa ci colpisce e ci addolora profondamente. Condoglianze dell’amministrazione comunale e le mie personali alla famiglia, agli affetti più stretti ed agli amici. Un caro abbraccio Massimo, riposa in pace e veglia su di noi”.

Profondo cordoglio e dolore è espresso anche dal presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi. “La notizia ha gettato me, l’amministrazione provinciale e la città nello sconforto - afferma Lattanzi - ho sempre apprezzato le eccezionali doti umane e gli eccellenti livelli professionali del colonnello Giua, sin dal giorno in cui, giusto un anno fa, lo ricevetti come nuovo comandante della Finanza e successivamente in ogni incontro sia di carattere istituzionale che non. La sua scomparsa priva i suoi cari di una persona meravigliosa e lascia un grande vuoto professionale ed umano. Ai famigliari e ai colleghi giungano le più sentite condoglianze a nome mio e dell'amministrazione provinciale”.

“Esprimo a nome di tutta la comunità narnese, della giunta e del consiglio comunale il dolore e lo sgomento per la scomparsa del colonello Massimiliano Giua”. Così il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti. “Ne ricordiamo con affetto - aggiunge De Rebotti - la grande professionalità, il profondo senso dello stato, l’educazione e la gentilezza. Una competenza ed uno stile, quelli del colonnello Giua, che anche gli studenti universitari del corso di laurea di Narni in Scienze della sicurezza hanno potuto apprezzare nelle sue lezioni. Ci stringiamo ai familiari ed ai colleghi con tutto il nostro affetto”.

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“Rimango particolarmente scossa dalla notizia della prematura morte del comandante della guardia di finanza di Terni, colonnello Massimiliano Giua – dice il sindaco di Amelia, Laura Pernazza - persona molto cordiale e grande professionista, dotato di particolari competenze nella materia fiscale e giuridica. Mi unisco al cordoglio dei colleghi e di tutta la comunità ternana”.

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