Neonato abbandonato, i buchi neri di una storia impossibile

La gravidanza, il parto e la telecamera fuori uso. “Ero da sola…”, “no, c’era il mio compagno”: i pezzi mancanti e il punto sulle indagini

Fiori dove è stato ritrovato il neonato

La vicenda è “bruttissima” come dice Alessio Pressi, avvocato della giovane donna ternana denunciata per infanticidio. Ma i buchi neri che ancora devono essere riempiti rischiano di disegnare contorni ancora più inquietanti ad una storia che è già impossibile.

La confessione

Il caso ha avuto una sua prima svolta nell’arco di poco più di 24 ore. Secondo il racconto della ventisettenne, infatti, il parto sarebbe avvenuto intorno alle 11 di giovedì mattina. A mezzogiorno – ha raccontato agli uomini della questura che sono risaliti a lei da uno scontrino e incrociando alcune testimonianze – avrebbe abbandonato la busta di plastica azzurra con dentro il corpicino del piccolo avvolto in un lenzuolino bianco e coperto da una busta della Primigi nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo. La busta è stata ritrovata alle 20 di giovedì sera – quando il bambino era ormai già morto – mentre la donna è stata rintracciata e portata negli uffici di via Antiochia nella tarda mattinata di venerdì. La linea tenuta, fra momenti di vuoto, silenzi e lacrime, è questa: ho fatto tutto da sola.

La morte

Secondo i primi risultati dell’autopsia effettuata sabato mattina dal professor Mauro Bacci presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale di Terni, il bambino sarebbe morto per asfissia e per il troppo calore. Sembra che la busta fosse chiusa in modo tale da non riuscire a fa passare ossigeno a sufficienza. L’afa delle ore centrali della giornata e la mancanza delle minime cure hanno fatto il resto.

Il compagno. E i famigliari

La versione originaria ha avuto però delle sfaccettature diverse col passare delle ore. Perché in realtà la ragazza non sarebbe andata al parcheggio del supermercato da sola. Ma insieme all’attuale compagno. Che però non avrebbe visto nulla in merito alla busta né si sarebbe accorto del fatto che la donna aveva appena partorito. Evento del quale in casa, probabilmente, ha lasciato traccia. Senza però che nessuno ci abbia fatto caso. Così come nessuno avrebbe fatto caso alla sua gravidanza. Nove mesi come gli altri.

“Ci sono ancora donne che non si rendono conto del loro stato di gravidanza fino ad una fase molto avanzata – ha detto a TerniToday il professor Giorgio Epicoco, direttore della struttura complessa di ostetricia e ginecologia dell’azienda ospedaliera di Perugia – A questo punto però non possono più accedere agli strumenti previsti dalla legge 194 (interruzione di gravidanza) oppure continuano a voler tenere nascosto quel figlio”.

Potrebbe anche darsi. Ma l’eventualità mal si concilia con quanto poi accaduto dopo: partorire, chiudere il figlio appena nato in una busta, uscire di casa col proprio compagno e “scaricare” quel peso all’oscuro di tutti.

Le telecamere

Raccogliendo alcune testimonianze dell’Eurospin, a TerniToday risulta inoltre che la telecamera del sistema di videosorveglianza dell’attività commerciale che punta verso il luogo in cui il bambino è stato abbandonato, sarebbe stata girata. Ossia, non puntava dove dovrebbe, ma era rivolta verso terra. Tanto è vero che i filmati del sistema a circuito chiuso non sono stati utili alle indagini.

Le prime impressioni

A poco più di un’ora dal ritrovamento del neonato, parlando con la stampa il questore vicario Raffaele Clemente riferì una sua sensazione. Il bambino non era “stato lasciato lì dalla madre”. Meglio: la busta non era stata gettata con violenza, ma neanche appoggiata con amore. Il che lasciava immaginare che qualcuno avesse preso quel sacchetto dalle mani della mamma e si fosse incaricato di fare il lavoro sporco.

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Le indagini

Per questo, il caso sembra non potersi dire ancora “chiuso”. Mancano all’appello alcune tessere, senza le quali il mosaico non compare nella sua interezza e con tutte le sue sfumature. Per questo, gli investigatori dovranno verificare nel corso delle prossime ore se davvero la ragazza abbia fatto tutto da sola e sia riuscita a nascondere un dramma così enorme. Oppure no.   

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