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Le indagini della polizia

Le indagini della polizia

“È stato abbandonato ancora vivo, poi è morto soffocato”

I primi risultati dell’autopsia sul corpo nel neonato lasciato dalla madre nel parcheggio di un supermercato a Terni. L'avvocato della giovane donna: vicenda bruttissima, è sotto shock

Quando è stato abbandonato era ancora vivo. Ad ucciderlo sono stati – probabilmente – il caldo, la mancanza di ossigeno e di cure. Sono questi i primi risultati dell’autopsia effettuata questa mattina presso l’ospedale di Terni dal professor Mauro Bacci.

Esiti che dovranno essere ampliati dalle successive risultanze degli accertamenti e che andranno a comporre il resto del quadro accusatorio nei confronti della giovane donna ternana, madre del bambino, fermata dalla polizia con l’accusa di infanticidio.

Secondo quanto appurato fino a questo momento, il bambino – nato giovedì mattina e abbandonato nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo intorno alle 11 – era ancora vivo quando è stato lasciato accanto ad una siepe in una busta di plastica, avvolto in un lenzuolo bianco e coperto con un’altra busta della Primigi.

IL RACCONTO DEI TESTIMONI

Il caldo, il poco ossigeno e lo stato di abbandono avrebbero però causato il decesso, avvenuto in qualche ora, fino al ritrovamento intorno alle 20 di giovedì sera.

Sul fronte delle indagini, il cerchio sembra ormai chiuso: la madre avrebbe agito da sola, tenendo all’oscuro della gravidanza il suo compagno ed il resto della famiglia. Il motivo del gesto sarebbe da ricercare nel fatto che la donna, già madre di una bimba di due anni, non avrebbe potuto mantenere un secondo figlio, soprattutto per questioni economiche.

Il legale

La giovane mamma è assistita dall'avvocato Alessio Pressi: "Siamo di fronte ad una vicenda bruttissima che ci dice il malessere sociale a cui siamo arrivati". La donna è accusata di infanticidio in base all'articolo 578 del codice di procedura penale. "Sto andando in procura per capire meglio la situazione", commenta Pressi. La donna sarebbe in una struttura protetta. Nonostante la gravità dei fatti che le vengono contestati, infatti, nei suoi confronti non è stata adottata nessuna misura cautelare come inizialmente sembrava essere. "Si trova in uno stato di profondo shock, dovremo anche capire le sue condizioni mentali e anche verificare i rapporti famigliari, con il padre e con la madre. Ho anche allertato i servizi sociali perché possano approndire la questione". Possibile, seppure è ancora prematuro dirlo, che venga richiesta una perizia psichiatrica per capire le conseguenze del drammatico gesto e - eventualmente - in che stato mentale era la donna al momento del parto e dell'abbandono del figlio.

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