“Chiediamo perdono al bambino. Misericordia per la madre e il padre”

Neonato abbandonato, l’intervento del vescovo Piemontese: noi amiamo chiamare questo bambino “Francesco”

Il vescovo Giuseppe Piemontese

Pubblichiamo in forma integrale l'intervento del vescovo di Terni-Narni-Amelia, monsignor Giuseppe Piemontese, sulla vicenda del bimbo abbandonato e morto.

Costernazione, meraviglia, choc, sdegno sono state espresse per la tristissima vicenda dell’abbandono del neonato, che noi amiamo chiamare “Francesco”, da parte della madre e per la morte del piccolo, avvenuta il 2 agosto. Espressioni, che la stampa nazionale e locale ha usato per descrivere la reazione della gente di fronte ad uno dei gesti più innaturali e irrazionali che possano registrarsi in capo al genere umano.

La popolazione giustamente è allarmata e varie persone, associazioni e persino il consiglio comunale di Terni hanno voluto interpretare il comune sconcerto per l’abbandono e la morte del neonato.

Credo che in questo momento tutti abbiamo bisogno di avvertire un sentimento di colpa e di vergogna, e rivolgere una richiesta di perdono al piccolo, che non ha avuto neppure il tempo per trovare ospitalità in un mondo che spesso ama la vita e i bambini solo a parole.

Allo stesso tempo vogliamo esprimere un supplemento di pietà cristiana, di compassione e di misericordia verso la madre e verso il padre, vittime di un vortice e di un sistema che non sa venire incontro a chi per i disagi e le ragioni più svariate non è sostenuto nelle difficoltà e criticità personali e relazionali, o posto in condizione di svolgere dignitosamente le funzioni essenziali dell’esistenza umana: sostentarsi, lavorare, amare, generare, crescere ed educare se stesso e i propri figli.

L’infanticidio, l’aborto, la tratta dei bambini, l’abuso dei minori in tutte le forme abominevoli, la pedopornografia, l’abbandono e altre forme di violenza sono purtroppo delitti contro i quali la società deve agire con consapevolezza e determinatezza. E tuttavia occorre un’azione propositiva: favorendo l’amore alla vita, sostenendo le famiglie moralmente e concretamente, promuovendo la formazione e la scuola, creando condizioni di vita dignitose, adoperandosi per una società più umana e accogliente.

In questi ultimi tempi Terni si è ritagliata uno spazio, quasi giornaliero, sulla stampa nazionale per fatti di cronaca, notizie, eventi sociali e politici, curiosità e amenità varie.

Voglio augurare e prego il Signore che la città di san Valentino, patrono degli innamorati e della famiglia, possa avere in tutte le componenti civili e religiose, un sussulto di responsabilità e di generosità per indicare e donare, ad ogni persona, ragioni di vita e segni di speranza in una società animata dall’amore. 

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