Neonato morto, cambiano le carte in tavola: il processo slitta al 2019

Niente rito ordinario, Giorgia sarà giudicata con rito abbreviato. La relazione dei periti e le possibili “mosse” di procura e difesa

Rito abbreviato. Cambiano le carte in tavola nella storia giudiziaria di Giorgia, la giovane mamma ternana accusata di avere ucciso il figlio appena nato lo scorso primo agosto.

La vicenda

Nel provvedimento di rinvio a giudizio la procura di Terni aveva chiesto, e ottenuto dal tribunale, il rito immediato: l’avvio del processo era stato fissato per il prossimo 6 dicembre. La difesa – all’avvocato Alessio Pressi si è aggiunto Attilio Biancifiori – aveva però richiesto un rito alternativo e, nella fattispecie, il rito abbreviato che dà diritto ad uno sconto di pena. Procura e tribunale si erano presi del tempo per riflettere, subordinando la decisione all’esame dei periti incaricati dai legali della 27enne ternana di scandagliare la sua mente e la sua situazione socio-famigliare, lo specialista in psichiatria Silvio D’Alessandro e la psicologa clinica Tiziana Camorri.

La sfida dei periti

Evidente che la relazione prodotta dal pool tecnico ha soddisfatto le richieste dell’accusa, favorendo così la possibilità di un rito alternativo che consentirà di ricostruire una verità giudiziaria dei fatti che hanno sconvolto l’estate ternana.

Accanto alla possibilità dell’abbreviato, la difesa muove altri passi. Primo fra tutti quello di derubricare l’accusa da omicidio volontario – aggravato dal fatto che è stato commesso ai danni del figlio e che quindi prevedeva come pena massima l’ergastolo – ad infanticidio come conseguenza dell’abbandono. Due fattispecie completamente diverse non solo in termini di conseguenze. La perizia e la ricostruzione dei fatti in aula dovrebbero infatti consentire di confermare la tesi che è stata sempre sostenuta da Giorgia.  E cioè che la sua intenzione non era quella di far morire il piccolo, ma di lasciarlo in un posto dove sarebbe stato possibile trovarlo. Facendo, eventualmente, leva sulle zone d’ombra che sarebbero emerse nell’analisi della personalità della giovane donna.

I risultati dell’autopsia

Si apre dunque una partita delicatissima – il processo slitta di diversi mesi e verrà celebrato a 2019 inoltrato - che si giocherà su un tavolo completamente diverso: perizie, alchimie da codice penale e dettagli comporranno un quadro giudiziario dentro al quale sarà possibile incastonare questa drammatica e assurda vicenda. Ma non riusciranno a rispondere alla domanda che da mesi resta sospesa e senza risposta. Perché?

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