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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca

Un’altra aggressione dietro le sbarre, “il carcere di Terni è fuori controllo”

Detenuto prende per il collo, schiaffeggia e minaccia un agente della polizia penitenziaria, la denuncia di Roberto Esposito, segretario del Sarap: “Abbiamo bisogno di più personale”

Ancora un’aggressione dietro le sbarre del carcere di Terni. L’ennesimo episodio di violenza si è verificato nella giornata di ieri, 6 aprile, quando un detenuto – recluso nella sua camera di pernottamento – nel momento in cui nella sezione era presente un infermiere per la distribuzione delle terapie, ha afferrato un agente della polizia penitenziaria prendendolo per il collo e colpendolo con uno schiaffo al petto, iniziando poi a minacciarlo di morte nel caso in cui lo avesse “incontrato di nuovo” nell’istituto di reclusione.

A denunciare i fatti – che arrivano appena dopo l’aggressione da parte di un detenuto nei confronti del medico dell’infermeria di vocabolo Sabbione – è il segretario generale aggiunto del Sarap, Sindacato autonomo ruolo agenti polizia penitenziaria, Roberto Esposito.

“I poliziotti penitenziari di Terni, come in tutti gli altri istituti sul territorio nazionale – rileva Esposito - ormai lavorano in condizioni precarie, trovandosi in prima linea e provando quella sensazione di impotenza e disperazione dinanzi ad eventi critici, magari perché si trovano a gestire una situazione di pericolo in totale solitudine e senza alcun protocollo da poter applicare”.

Secondo il sindaco, lo strumento delle sanzioni disciplinari nei confronti dei detenuti che si rendono protagonisti di eventi critici proposto dall’amministrazione penitenziaria è “poco utile”.

“Si tratta di provvedimenti che vanno nella direzione di arginare il problema dopo che il fatto è accaduto. Piuttosto, il Sarap a tutela del personale ritiene indispensabile evidenziare che l’amministrazione porti allo studio soluzioni per prevenire tali eventi critici attuando soluzioni prima che il fatto possa accadere, come ad esempio aumentare il personale all’interno delle sezioni detentive e non lasciare una sola unità di polizia a gestire 50 o 60 detenuti”.

A nome del Sarap, Esposito esprime poi “piena solidarietà al personale di polizia penitenziaria che continua a subire aggressioni gratuite nello svolgimento del proprio compito istituzionale, continuando nonostante tutto a svolgere sempre con abnegazione e senso di responsabilità il proprio compito a difesa della società civile”.

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