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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Carcere caos a Terni, detenuto esce dalla cella e sferra un pugno in faccia ad un agente

Ennesimo episodio di violenza nella casa circondariale di vocabolo Sabbione, la denuncia del Sarap: “Servono azioni da parte della direzione per punire i colpevoli e trasmettere un messaggio chiaro che gli attacchi alle forze dell’ordine non verranno tollerati”

A distanza di due giorni dall’ultima aggressione, ennesimo grave episodio nel carcere ternano di vocabolo Sabbione: un detenuto italiano della sezione accoglienza, dopo essere uscito dalla propria cella, ha colpito con un pugno al volto l’agente di servizio, senza alcun motivo, tanto da indurre il poliziotto a ricorrere alle cure del pronto soccorso.

A denunciare l’episodio è Roberto Esposito, segretario nazionale aggiunto del Sarap, Sindacato autonomo ruolo agenti penitenziaria, che rileva come l’aggressione a un poliziotto penitenziario rappresenti “un grave atto di violenza che minaccia la sicurezza e l’ordine all’interno delle strutture penitenziarie. Questo tipo di azione criminale mette a rischio non solo la vita e l’incolumità del poliziotto coinvolto, ma anche quella di altri detenuti e operatori penitenziari presenti”.

“Oggi – aggiunge Esposito - quando un poliziotto penitenziario subisce un’aggressione, viene lasciato solo con il suo dolore e senza considerare che l’aggressione può anche avere un impatto psicologico. Il trauma e lo stress derivanti da un’aggressione possono portare a disturbi dell’umore, ansia, depressione e persino disturbo da stress post-traumatico. Il poliziotto potrebbe aver bisogno di supporto psicologico e di consulenza per affrontare l’esperienza traumatica, ma non ha alcun supporto a differenza dell’utenza carceraria a cui vengono applicati dei protocolli specifici per evitare situazioni di pericolo e violenza”.

Per questo il Sarap, esprimendo vicinanza “al collega che ha subito questa ennesima vile aggressione”, spera “in reazioni e azioni da parte della direzione del Sabbione per punire i colpevoli e trasmettere un messaggio chiaro che gli attacchi alle forze dell’ordine non verranno tollerati. Solo attraverso un approccio deciso e solido si può sperare di prevenire futuri episodi di violenza nei confronti dei poliziotti penitenziari e garantire un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti coloro che svolgono questa professione fondamentale per la società”.

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