Tabacco, cannabis e azzardo: il business vietato sulla pelle dei ragazzi

I risultati di una indagine condotta su 1.400 minori in tutta Italia saranno illustrati a Todi il 7 e 8 settembre al convegno “Educare per il domani” organizzato dall’associazione Articolo 26

Il 40% del tabacco viene venduto ai minori nelle tabaccherie e il 15% attraverso i distributori automatici, che non richiedono una tessera; quasi il 70% dei cannabis shop vendono il prodotto ai minorenni; il 60% dei ragazzi ha potuto giocare d’azzardo senza mostrare un documento d’identità e un gestore su due non si è rifiutato di farli giocare nonostante la minore età. Tre ragazzi su quattro non hanno alcun filtro sui propri pc, tablet e smartphone che impedisca l’accesso ai siti porno. Quasi il 60% dei rivenditori di videogiochi vende ai minori prodotti loro vietati.

Sono alcuni dei risultati della ricerca “Venduti ai minori” che indaga sull’offerta di prodotti vietati ai ragazzi sotto i 18 anni, condotta - per conto del Movimento genitori italiani (Moige) – dal team del professor Tonino Cantelmi (docente di Cyberpsicologia – Università Europea di Roma) prendendo in esame un campione di circa 1.400 ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni delle scuole medie e superiori, di varie regioni d’Italia.

“Il quadro che ne esce - spiega il professor Cantelmi - è sconcertante ed evidenzia la diffusa deresponsabilità dei rivenditori di questi prodotti nocivi per i più giovani, che ogni giorno vengono offerti ai minori nell’indifferenza generale degli adulti e nella latitanza delle autorità deputate ai controlli di legge“.

Di “divieti trasgrediti” e della “eclissi dell’adulto” si parlerà i prossimi 7 e 8 settembre a Todi nell’ambito del convegno “Educare per il domani. Il punto su giovani, famiglia e scuola in Italia”, organizzato dall’associazione
Articolo 26 in collaborazione con il Comune di Todi con il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati e dell’Ufficio Scolastico per l’Umbria.

Un incontro nazionale di formazione rivolto a genitori, educatori e operatori della scuola, sulle più emergenti tematiche educative e sul ruolo formativo della famiglia e della scuola nella società.

Per due giorni specialisti, famiglie, rappresentanti delle Istituzioni ed esperti di politiche scolastiche provenienti da tutta Italia, si confronteranno sui temi della devianza e violenza giovanile, abuso di sostanze, pornografia e dipendenza da internet e sul fenomeno dei cosiddetti Hikikomori, i giovani che si autorecludono fuori dalla vita reale e di cui in Italia si contano ormai più di centomila casi. Non solo per un’analisi a tutto tondo dei fenomeni e delle loro cause sociali e familiari, ma strumenti concreti per genitori ed insegnanti che devono aiutare adolescenti sempre più fragili, con un’alleanza tra scuola e famiglia. Protagonista sarà anche il grande cinema come strumento di prevenzione dalle dipendenze, con l’anteprima nazionale del film “Una canzone per mio padre” di Andrew e John Erwin https://www.unacanzonepermiopadre.it/

Un appuntamento sempre più affermato all’inizio dell’anno scolastico, anche per migliorare e rilanciare la scuola come motore di sviluppo umano e sociale. A confronto il sistema scolastico italiano a monopolio di Stato - ormai in crisi - con quei paesi nel mondo che, coniugando pluralismo, equità, ed efficienza, hanno prodotto qualità e innovazione, facendo decollare - dati alla mano - gli indici di successo formativo degli studenti e di sviluppo economico.

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Articolo 26 è un’associazione no-profit composta da genitori ed educatori che promuove la funzione formativa della famiglia e della scuola, sostiene i genitori e docenti nei loro compiti educativi, in funzione della continuità educativa scuola famiglia, operando nel rispetto dei valori della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del fanciullo e della Costituzione italiana. Svolge attività di formazione e informazione sul territorio nazionale, attraverso un numero crescente di sedi locali.

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