Guerra di camorra finisce nel sangue, un arresto a Terni

In manette tre esponenti del clan Mazzara: sono accusati di due omicidi, uno dei quali commesso nel giorno di Natale del 2007. Inchiodati dalle indagini e dai racconti dei pentiti

Blitz del nucleo investigativo dei carabinieri di Aversa (Napoli) che su mandato del gip del tribunale di Napoli hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti esponenti del clan camorristico Mazzara di Cesa, ritenuti responsabili di due omicidi le cui vittime erano legate al clan rivale Caterino-Ferriero, nonché di un’estorsione aggravata.

Una guerra di camorre finita nel sangue e sulla quale ha indagato per oltre un anno la direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano. In manette sono finiti Giovanni Mazzara, attualmente detenuto presso il carcere di Siracusa, Nicola Mazzara, anche lui raggiunto dall’ordinanza nel carcere di Terni e Verde Alberto, l’unico tra i tre ancora in stato di libertà.

Più in particolare, i provvedimenti restrittivi costituiscono il risultato di una prolungata attività investigativa avviata nel mese di marzo 2018, a seguito delle dichiarazioni dapprima rese dal collaboratore di giustizia Tammaro Scarano che, oltre ad avere confessato le proprie responsabilità, ha ricostruito anche il ruolo che avrebbero avuto i complici con alcune dichiarazioni che hanno trovato conferma nei racconti di un altro testimone di giustizia, Nicola Schiavone.

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Testimonianze che hanno dunque permesso di individuare gli autori degli omicidi di Michele Caterino, commesso il 20 maggio del 2006, e di Cesario Ferriero, ucciso il giorno di Natale del 2007. L’attività investigativa ha dunque consentito di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati ed ha consentito di evidenziare ancora una volta la pericolosità del sodalizio criminale della famiglia Mazzara nel territorio del Comune di Cesa, già riconosciuta da precedenti sentenze.

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