Coltellata mortale, la Cassazione conferma: per Mariel è omicidio volontario

Respinto il ricorso del giovane che nella notte fra il 7 e l’8 dicembre del 2015 ferì a morte Oltjan Nela fuori da una discoteca. Condanna confermata anche per Giacomo Pichierri

Ricorsi inammissibili. Così oggi la Corte di cassazione scrive la parola fine alla tragica vicenda di Oltjan Nela, il ventenne ucciso da una coltellata fuori da una discoteca nella notte fra il 7 e l’8 dicembre del 2015.

I giudici hanno respinto le richieste di revisione della pena presentate dai due imputati: Mariel Mjeshtrj, 22 anni, di nazionalità albanese come la vittima, condannato a 10 anni e 8 mesi per omicidio volontario, e Giacomo Pichierri, che invece è stato condannato alla pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione per una colluttazione con la vittima in un momento diverso rispetto a quello fatale dello scontro con Mariel.

Il giovane operaio era stato trovato agonizzante a poca distanza da una discoteca nei pressi di via Piemonte. Ferito da un coltello con una lama di almeno 6 centimetri. La ferita non era particolare profonda, ma innescò una emorragia interna che nell’arco di 24 ore portò alla morte del ventenne. La lite, sembra, sarebbe esplosa per questioni di ragazze: prima all’interno della discoteca e poi fuori, dove avvenne la resa dei conti.

Soddisfazione” viene espressa dal legale di parte civile, Francesco Mattiangeli, rispetto alla decisione della Cassazione che conferma quanto stabilito in primo e secondo grado. “Faremo richiesta di accesso al fondo per le vittime di reati violenti”, dice l’avvocato Mattiangeli. Ai famigliari di Oltjan è stato infatti riconosciuto un danno complessivo di 300mila euro.

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