Strage in famiglia, il delitto anormale di una persona “normale”

Resta il mistero sull’omicidio-suicidio di Orvieto. Nessuna “ombra” sulla vita di Carlo Carletti: né malattie né problemi economici. Il giallo del movente: carabinieri al lavoro

Che cosa ha armato la mano di Carlo Carletti? Perché quest’uomo dalla vita – almeno apparentemente – ordinaria ha imbracciato il fucile e freddato la moglie Rosalba e la figlia Cinzia, prima di rivolgere l’arma contro sé stesso e chiudere tutti i conti con la vita?

Un delitto anormale, così come tutti i delitti, di una persona normale. Nessuna ombra, nessun problema economico, nessuna frizione con i famigliari o coi i vicini che potrebbe avere innescato la miccia della follia. Resta avvolto nel mistero il possibile movente del duplice omicidio-suicidio che ha spazzato via un’intera famiglia ad Orvieto.

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Sulle prime, era circolata la voce di qualche possibile problema psichico di Carlo. Un appiglio fragile che però avrebbe potuto fornire una parziale giustificazione alla follia di questo assassinio. E invece, di queste “crepe” non c’è evidenza alcuna. Prova ne è anche la possibilità di tenere – regolarmente – i fucili da caccia con uno dei quali Carletti ha messo a segno la strage nell’appartamento di vico Sant’Antonio, quartiere medievale della Rupe.

VIDEO | Parla il comandante provinciale dei carabinieri di Terni: “Nessun segnale”

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L’unico “sussulto” è quel malore accusato nella giornata di lunedì. Malore che aveva suggerito al medico di prescrivere al dipendente del ministero della difesa qualche giorno di riposo, salvo poi verificare le sue effettive condizioni di salute in un controllo previsto per lunedì prossimo, 18 novembre.

E risulta davvero incredibile che il raptus sia diventato così feroce a causa dello stress provocato dal trasloco nella casa in affitto di vico Sant’Antonio.   

Neanche i famigliari avevano mai ravvisato elementi di allarme: liti, violenze in casa (di cui non esiste alcuna denuncia) o altro. Una assurda normalità che si specchia con terrore nel silenzio con cui questo delitto si è consumato. Nessuno, infatti, ha sentito niente. Eppure tre colpi di fucile esplosi in un appartamento nel centro storico di una cittadina dovrebbero risuonare in maniera abbastanza evidente. Ma in questo caso, così non è stato.

La strage silenziosa dell’uomo normale: padre affettuoso, marito amorevole, impiegato modello. Che si è trasformato in un mostro.

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