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Cronaca

Ospedale di Terni, ulteriore stretta sugli accessi: i provvedimenti attuati per limitare la diffusione del Coronavirus

Le disposizioni adottate dal direttore sanitario Sandro Vendetti che potranno subire modifiche in base all’andamento epidemiologico

Una nuova stretta sugli accessi al presidio ospedaliero. A seguito degli ultimi DPCM e dell’ordinanza regionale della presidente Donatella Tesei, l’azienda ospedaliera di Terni ha previsto una ulteriore riorganizzazione per limitare gli ingressi, causa emergenza sanitaria in auge. Sono state adottate una serie di disposizioni, da parte del direttore sanitario Sandro Vendetti, che potranno subire modifiche in base all’andamento epidemiologico.

Tra le misure messe in atto, la chiusura dell'accesso diretto del centro salute donna al quale si potrà accedere passando dalla portineria centrale. Nello specifico l’accesso diretto al servizio diabetologico e agli ambulatori urologici presso il piano seminterrato. Inoltre lo stop al passaggio pedonale presso il parcheggio adiacente a via VIII marzo. Infine la chiusura dell’ingresso per la struttura semplice dipartimentale della Medicina del lavoro. L’ingresso per i pazienti oncologici, reparto o Day Hospital, è individuato nel lato nord della sala di attesa.

La portineria centrale, salvo pazienti oncologici e donatori di sangue il cui ingresso resta immodificato, sarà l’unico varco per pazienti e visitatori. Sono previste tre file in base all’iniziale del proprio cognome con seguente distinzione: A/F; G/M e N/Z. L’accesso consentito esclusivamente a dipendenti e utenti o accompagnatori con permesso speciale di invalidità/limitazioni funzionali. Inoltre è autorizzata la presenza di un solo visitatore/caregiver o familiare alla volta per paziente. Necessaria la registrazione secondo le procedure già in auge.

Le persone che presteranno assistenza notturna saranno sottoposte ad esame molecolare. I caregivers, familiari, lavoratori delle ditte fornitrici, singoli soggetti autorizzati ad assistenza notturna e diurna hanno l’obbligo di segnalare l’eventuale provenienza da paesi stranieri, o di aver avuto un contatto stretto con casi.   

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