Cronaca

Coronavirus, la testimonianza: “Aspettiamo da quasi due mesi una risposta per vaccinarci. Ci sentiamo invisibili”

Il racconto di una lavoratrice di una ditta di pulizie che presta servizio all’ospedale di Terni: “Possiamo essere veicolo di contagio”. Sabatini di Cisl Fisascat: “In prima linea con i lavoratori”

foto di repertorio

Arriva direttamente ‘dal fronte’ la testimonianza di una dipendente che lavora presso una ditta di pulizie, all’interno dell’ospedale di Terni. A fronte di un’emergenza sanitaria, ormai perdurante da un anno, è lampante ed altrettanto comprensibile il desiderio di fare in fretta, sul fronte delle vaccinazioni, soprattutto per chi – ogni giorno – presta la propria manodopera con il rischio di contagiarsi.

“L’azienda dove svolgiamo la nostra attività ha un appalto di impresa di pulizia all’interno del nosocomio” spiega la donna. “Ad inizio anno ci è stato distribuito un documento, all’interno del quale veniva richiesta la disponibilità alla somministrazione del vaccino. Tali documenti poi sono stati inviati alla regione, in attesa di un link specifico dove potersi prenotare. Tutto ciò ancora non è accaduto, sono passati due mesi circa”.

Le criticità evidenziate: “In ospedale tra i pulitori, facchinaggio e trasporto pazienti siamo circa in 130 ad attendere la prenotazione. Lavoriamo in ospedale, possiamo essere veicolo di contagio. Tutte le settimane facciamo un tampone antigenico. Ci sentiamo invisibili all’occhio di tutti, di questa categoria non se ne parla mai. Andiamo a lavorare con la paura di portare l’infezione a casa”. La donna conclude con una riflessione: “Come il personale sanitario anche noi ne avremmo diritto. Non possiamo essere messi nel dimenticatoio”.

Sergio Sabatini: “Intervenire”

Sulla tematica alquanto delicata, interviene Sergio Sabatini di Cisl Fisascat: “Nessuno si scandalizza se in Umbria, ed a Terni, non si riesce a vaccinare i lavoratori delle cooperative del settore multiservizi e logistica merci i quali, da anni, operano nei settori più sensibili della sanità pubblica regionale attraverso l’erogazione di servizi di pulizia, disinfestazione, sanificazione, logistica del farmaco, trasporto pazienti in ospedale, distretti, centri salute e poliambulatori. Nessuno si vergogna – aggiunge Sabatini - se tali invisibili non hanno accesso ai vaccini anche se, in questa fase, hanno garantito la continuità operativa con estrema professionalità, contribuendo fattivamente allo ‘scricchiolante’ sistema regionale sanitario”.

“Ad oggi nessuno è stato vaccinato e nessuno risulta nella lista di programmazione. Come Fisascat – afferma Sabatini – riteniamo irrinunciabile, strategico e fondamentale l’accesso alle vaccinazioni dei lavoratori che si trovano in prima linea per poter continuare a garantire la tutela e la sicurezza del sistema sanitario locale, del territorio umbro, di quello ternano e la tutela della stessa salute dei dipendenti”. Pertanto: “Siamo in prima linea con loro – chiude – in attesa di ricevere risposte celeri e coerenti da parte della politica che, sempre a parole, si è presa tale impegno.”

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