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Cronaca

Overdose al parco le Grazie, salvo per miracolo: il pusher fugge in Africa

Indagine dei carabinieri di Terni, identificato lo spacciatore che avrebbe ceduto la dose: è stato arrestato alla stazione di Terni dopo oltre tre mesi di “latitanza” all’estero

Il criminale torna sempre sul luogo del delitto. Un passo falso che è costato caro al presunto pusher che lo scorso mese di ottobre avrebbe ceduto eroina ad un italiano, finito poi in overdose al parco le Grazie a Terni.

L’uomo venne salvato per miracolo dal provvidenziale intervento dei medici del 118 mentre i carabinieri avviarono le indagini per risalire all’identità del pusher. Gli indizi hanno portato gli investigatori sulle tracce di un 24enne tunisino sul quale, da fine dicembre 2021, pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Terni.

Il problema è che del presunto spacciatore non si avevano più tracce. Le indagini hanno permesso di appurare che il tunisino aveva fatto ritorno in Africa, probabilmente sperando che nel frattempo la storia si sarebbe “sgonfiata”.

I carabinieri però non avevano chiuso il cerchio. Anzi, dalle informazioni in loro possesso risultava che l’uomo stava per tornare in Italia, e proprio a Terni. Sono scattati dunque che servizi di appostamento che l’altra sera hanno dato i loro frutti: intorno alle otto di sera dello scorso 24 gennaio, il 24enne è stato visto scendere da un treno, di ritorno da un lungo viaggio che dall’Africa, attraverso Spagna e Francia, lo ha riportato in città.

Alla vista dei militari e delle manette, non ha opposto resistenza e si è consegnato alle forze dell’ordine per poi essere trasferito presso il carcere di Spoleto.

Oltre all’overdose di ottobre, dovrà rispondere di una serie di altri episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti, infatti, il tunisino aveva messo in piedi una fitta rete di smercio di droga, soprattutto eroina e cocaina, ad una varietà di clienti, che venivano contattati al cellulare utilizzando diverse schede telefoniche con l’obiettivo di non farsi rintracciare. Le indagini hanno appurato che le diverse decine di cessioni di sostanza avvenivano nel centro storico di Terni, nei pressi di attività commerciali.

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