Ponti e viadotti, obiettivo sicurezza: arrivano i sensori anticrollo

Anas: ispezioni trimestrali su ogni infrastruttura e una volta l’anno controlli approfonditi. La Provincia di Terni: ecco la mappa dei lavori in corso. Il Comune di Terni: monitoraggi in tutta la città

sersimone

Psicosi, allarmismo più o meno giustificato, fake news. C’è tutto, ed il suo contrario. Ma un dato di fatto resta inappuntabile: la rete infrastrutturale italiana è vecchia di almeno 50/60 anni. E spesso, molto spesso, i soldi per le manutenzioni non ci sono. Tanto è vero che “oltre 5.000 chilometri di strade, compresi ponti e viadotti” sono “chiusi per frane, smottamenti o perché insicuri, e su oltre il 50% della rete viaria – dice il presidente dell’Unione nazionale delle Province, Achille Variati - siamo stati costretti a fissare il limite di velocità tra i 30 e 50 chilometri orari”. Guardarsi intorno con un minimo di apprensione, insomma, non è poi così sbagliato.

La situazione a Terni

“In merito alla situazione del territorio comunale – spiega Enrico Melasecche, assessore ai lavori pubblici - confermo che tutto è sotto controllo. Fa eccezione, a detta dei tecnici, una struttura metallica (la passerella Telfer di Papigno, ndr) per la quale da anni si chiede un intervento risolutivo ed in merito alla quale verrà quanto prima indetto un summit tecnico-legale-amministrativo per prendere le decisioni del caso. Per la struttura di Ponte Le Cave, i tecnici del Comune confermano che la fessurazione (oggetto di un allarme rimbalzato sui social network, ndr) è dovuta ad una muratura di contenimento che avrebbe dovuto prevedere fin dall’inizio tale cesura per cui tranquillizzano in modo assoluto. Quanto a quella struttura portante, va eliminato un albero cresciuto spontaneamente sul terrapieno di dimensioni tali da creare con le radici in futuro dei problemi. Provvederemo comunque entro breve ad eliminarlo. Per quanto riguarda le strutture Anas, ci sono state delle interlocuzioni positive. In un comunicato l’azienda conferma la necessità di provvedere ad alcune manutenzioni già programmate e su cui saremo molto attenti a che avvengano al più presto. Continueremo a monitorare tutti i ponti ed i viadotti, per avere assicurazioni definitive dagli uffici competenti e così tranquillizzare definitivamente la cittadinanza”.

La situazione nel Ternano

Provincia di Terni ed Anas sono invece al lavoro sui principali ponti stradali della rete viaria di competenza. La maggior parte degli interventi riguarda le riparazioni dopo gli effetti provocati dal terremoto. “In nessun caso – fanno sapere da Palazzo Bazzani - si sono riscontrate emergenze particolari, ma le opere stanno riguardando la risistemazione di parti danneggiate, il miglioramento delle barriere di sicurezza e la ripavimentazione dei tratti carrabili”. Le strutture interessate sono dieci in tutto: ad Amelia sulla SR 205 e sulle SP 8 e 31 (su quest’ultima due ponti); ad Acquasparta sulla SP 113 e sulla SR 418; a Terni sulla SP 62; a Fabro sulla SP 106, ad Allerona sulla SP 51 e ad Attigliano sulla SP 11. L’attenzione è posta anche sugli altri ponti e cavalcavia della rete stradale provinciale, dove la situazione è sotto controllo, concentrandosi soprattutto sui trasporti eccezionali. “Gli interventi sono attivi da tempo a seguito di una tempestiva e rapida ricognizione svolta dalla Provincia all’indomani degli eventi sismici ed hanno preso in considerazione i più importanti ponti del territorio per assicurare, insieme a Regione ed Anas, uno standard di sicurezza elevato a vantaggio degli automobilisti e delle attività commerciali ed economiche in genere”, spiegano il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi e il dirigente tecnico, Donatella Venti, che poi aggiungono: “I tagli imposti alle Province, come noto, mettono questi enti in gravissime difficoltà finanziarie, rendendo molto difficoltoso assicurare quelle funzioni fondamentali assegnate dalle leggi in materia di strade e sicurezza stradale”.

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Sensori anticrollo

L’Anas ribadisce la sicurezza delle infrastrutture, parlando in alcuni casi di “fisiologico deterioramento degli strati superficiali del calcestruzzo, causato nel tempo dagli agenti atmosferici, che non influisce sulla staticità dell’opera”. Agli interventi programmati “nell’ambito delle normali attività di manutenzione straordinaria”, si aggiungono “procedure standardizzate di controllo che prevedono ispezioni trimestrali da parte del personale di esercizio e un’ispezione tecnica più approfondita una volta all’anno”. Oltre ad una serie di sistemi tecnologici che consentono il monitoraggio delle opere. In particolare, il piano di monitoraggio elettronico su ponti e viadotti si sviluppa su tre livelli. Il primo che verrà installato “in modo diffuso su tutta la rete, controllerà il comportamento dell'opera tramite sensori gestiti da un algoritmo ad intelligenza artificiale, segnalando tutte le anomalie che necessitano di approfondimenti conoscitivi”. Il monitoraggio verrà effettuato anche con il supporto di Università e aziende specializzate. “Il secondo e terzo livello, che si prevede di installare sulle opere su cui evidenziate anomalie, consentirà una conoscenza quantitativa e dettagliata, sempre più approfondita dello stato e del comportamento di ponti e viadotti”.

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