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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

"Dove andranno a scuola i nostri figli?": le storie dei primi profughi ucraini accolti a Terni

Il punto di Francesco Venturini della Caritas: "Al momento quaranta alloggi disponibili, servono psicologi"

"Dove posso mandare a scuola mio figlio?". E' la domanda che in questi giorni i profughi ucraini, in prevalenza donne e bambini, pongono ai volontari della Caritas una volta arrivati in città. E' il quadro raccontato da Francesco Venturini, responsabile della Caritas di Terni, nell'ambito della presentazione del Valentine Fest, in corso in questi giorni. 

"Sono venti gli accessi che abbiamo già registrato da quando abbiamo attivato il percorso insieme al Comune - ha spiegato Venturini - In maggioranza si tratta di donne con i propri figli. Quando arrivano da noi spieghiamo quale sia il percorso da compiere per registrarsi nel percorso di accoglienza, anche tramite la questura, in modo anche da poter avere un alloggio. Al momento abbiamo 17 posti in strutture, ma nei prossimi giorni potranno crescere". 

"La prima domanda che ci pongono quando arrivano, soprattutto le mamme, è di poter mandare a scuola i figli. Abbiamo giovani madri con figlie e figli che ci presentano le proprie necessità qui sul posto, cerchiamo di soddisfarle anche grazie all'aiuto della comunità cittadina. Visto che ci sono molti bambini, abbiamo bisogno in questo momento in particolare di pannolini. Come organizzazione cerchiamo di evitare acquisti di materiale che poi è difficile da smaltire. Importante anche il discorso della psicologia: ci sono evidentemente dei problemi di comunicazione, a cui sopperiamo tramite interpreti, ma anche di approccio alla nuova realtà. Per questo stiamo cercando anche l'aiuto di psicologi che possano aiutarci in questo momento di accoglienza".  

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