Flavio e Gianluca, adesso la parola passa alla scienza: quattro ore di autopsia per spiegare la tragedia

I consulenti della procura della Repubblica di Terni e della difesa dello spacciatore finito in cella per la morte dei due ragazzi hanno effettuato i primi esami. Dai test tossicologici i dettagli definitivi

È durata quattro ore l’autopsia sui corpi di Flavio e Gianluca, i due ragazzi di Terni morti nella notte fra il 6 ed il 7 luglio per un mix di “sostanze droganti”. Un primo esame scientifico che – al momento – sembra confermare le prime ipotesi avanzate dalla procura della Repubblica di Terni e confermate nel dispositivo che tiene in carcere il ternano di 41 anni che ha confessato di avere ceduto ai due adolescenti mezzo flacone di metadone diluito con acqua al prezzo di 15 euro.

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L’autopsia è stata effettuata presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dal dottor Massimo Lancia, medico legale incaricato dall’autorità giudiziaria, alla presenza della dottoressa Laura Paglicci Reattelli, consulente di parte incaricato dalla difesa del ternano in carcere, rappresentata dall’avvocato Massimo Carignani.  

Si tratta però soltanto di un primo passaggio che dovrà essere completato dall’analisi più importante, ossia quelle dei liquidi e degli organi che sono stati prelevati, che sarà effettuata presso il laboratorio di medicina legale di Perugia dall’altro consulente incaricato dalla procura ternana, la dottoressa Paola Melai.

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Saranno infatti le analisi tossicologiche a chiarire quali sostanze i due ragazzi abbiano assunto, in quali quantità e quale – principalmente – abbia provocato il decesso. Un passaggio che sarà utile anche all’altro pezzo di indagine che stanno portando avanti i carabinieri di Terni, che hanno posto sotto sequestro computer e telefoni cellulari dei due giovani per provare a “tracciare” i movimenti delle ultime ore e capire se – come sembra – il mondo del web abbia avuto un peso in questa drammatica vicenda.

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