Pestato dal branco perché gay, ecco come lo hanno ridotto: “Sembravano pazzi furiosi”

Botte a San Benedetto del Tronto, calci e pugni contro un gruppo di ragazzi di Terni: “È stata un’aggressione omofoba”. E scoppia la polemica politica

Prendono forma i contorni dell’aggressione che un paio di giorni fa ha visto coinvolto un gruppo di ragazzi ternani in vacanza a San Benedetto del Tronto. Le testimonianze dei giovani rese ai carabinieri stanno ogni ora di più facendo emergere le motivazioni dell’episodio: si sarebbe infatti trattato di un’aggressione omofoba nei confronti di uno dei giovani ternani, preso di mira perché omosessuale.

Sui fatti stanno indagando i carabinieri della città marchigiana che, oltre alle testimonianze, potranno probabilmente avvalersi anche delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza che potrebbero avere ripreso frammenti delle scene di violenza.

Ma accanto alla cronaca, in queste ore prende corpo anche la riflessione politica sui fatti. In particolare, il consigliere regionale ternano del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha postato sul suo profilo facebook una foto del ragazzo aggredito.

“Ecco come lo hanno ridotto. Questo ragazzo non è rimasto in disparte di fronte all’ennesimo episodio di violenza omofoba e gliel’hanno fatta pagare. Guardatela bene questa faccia – scrive De Luca - e pensatela quando rivendicate il diritto all’intolleranza. Quando parlate di leggi inutili contro l’omofobia. Una decina di ragazzi ternani in vacanza a San Benedetto del Tronto sono stati aggrediti a calci e pugni all’interno di una discoteca. Ad essere preso di mira, in particolare, un ragazzo gay, poi anche i suoi amici arrivati in soccorso. Sono stati letteralmente massacrati di botte, sia all’interno del locale che fuori.  Per evitare il peggio sono poi scappati in direzione dell’abitazione più vicina di uno di loro. Gli aggressori li hanno inseguiti, hanno persino sfondato una vetrata, hanno fatto irruzione nella casa e hanno continuato il massacro. All’arrivo dei carabinieri gli aggressori si sono dileguati. Sul fatto che si sia trattato di un’aggressione omofoba i ragazzi di Terni non hanno dubbi. ‘Sembravano pazzi furiosi’ raccontano. Da parte nostra la ferma condanna del gesto e la piena solidarietà a questi ragazzi”.

“Dall’altra parte – aggiunge De Luca - non possiamo lasciar passare inosservato il silenzio dei vertici istituzionali di questa regione e del Comune di Terni che anche di fronte a questi gravi episodi non riescono a svestire i panni dell’indifferenza ideologica anche quando ci troviamo di fronte a efferatezze di tale portata”.

“Il sindaco fantasma trascura la città e resta in silenzio davanti alle aggressioni omofobiche denunciate da giovani cittadini ternani in queste ore”, dichiarano i gruppi consiliari di Senso civico, Partito democratico e Movimento 5 Stelle, che proseguono: “Neanche davanti a gravi episodi di discriminazione denunciati da giovani ternani in vacanza, sui quali sono in corso accertamenti da parte delle autorità, il sindaco di Terni riesce a svestire i panni dell’indifferenza ideologica e a proferire parole di condanna e solidarietà. Alle famiglie ternane dei giovani rimasti coinvolti nel grave episodio a San Benedetto del Tronto esprimiamo noi solidarietà e ci auguriamo venga presto fatta chiarezza e giustizia. La città, se sarà confermato quanto accaduto, non può che essere orgogliosa dei giovani intervenuti in difesa e sostegno del loro coetaneo bersaglio di discriminazioni. I giovani ternani, trascurati da questa amministrazione, dimostrano ancora una volta di essere più avanti di qualsiasi classe politica e di essere l’unica speranza di progresso e futuro per la città, sui quali investire con politiche serie, che favoriscano occupazione, lavoro, tenuta ambientale e spazi e luoghi di socialità e condivisione. Sui giovani ternani, penalizzati da questa amministrazione, occorre che tutti noi investiamo con fiducia e oltre gli schieramenti politici”.

“Avvilente - proseguono i gruppi consiliari - che il sindaco fantasma invece si occupi soltanto di fare da sponsor al suo assessore ai lavori pubblici. Sulla pagina facebook istituzionale del primo cittadino vengono pubblicati soltanto continui post in cui si elogia l’assessore ai lavori pubblici perché starebbe attuando un piano quinquennale di rifacimento delle strade urbane. Occupato in un bollettino quotidiano di strade asfaltate e da asfaltare, il primo cittadino dimentica di essere stato eletto ed essere lautamente pagato dalla città per fare molto di più, a partire dal darle una voce e una rappresentanza autorevole, aprendo e conducendo un dibattito sul suo presente e sul suo futuro. Per occuparsi del rilancio e della riqualificazione delle periferie, completamente dimenticate dal piano tanto elogiato, così come della mobilità per le persone con disabilità. Avvilente che invece il sindaco di una delle più grandi città medie del centro Italia resti un sindaco fantasma e sembri non aver nulla da dire e da raccontare di diverso da quanto fa la sua assessora ai lavori pubblici”.

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