Rapina all’Emi di Terni, la coppia di fratelli resta in carcere. Il giudice: immutati i gravi indizi di colpevolezza

Udienza in tribunale, le testimone oculare: li ho riconosciuti. Rigettata la richiesta di arresti domiciliari, l’avvocato Marini: pronto a presentare istanza al Riesame

Niente arresti domiciliari per la coppia di fratelli finiti in carcere lo scorso venerdì perché ritenuti i responsabili della rapina al supermercato Emi di via Di Vittorio a Terni dello scorso 10 marzo.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni ha rigettato questa mattina, 27 aprile, l’istanza per la concessione degli arresti domiciliari presentata dai legali dei due presunti responsabili del colpo.

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Tra le carte dell’accusa c’è il racconto di una testimone oculare che ha detto agli agenti della terza sezione antirapina della questura di Terni di avere visto i due trentenni lasciare l’Autobianchi Y10 – usata per il colpo – e poi allontanarsi in questura. Racconto che la donna avrebbe confermato in questura anche dopo il riconoscimento fotografico dei due. Indizi pesanti che fanno i paio col fatto che a casa della compagna di uno dei due ragazzi sono stati trovati i passamontagna utilizzati per coprire il voto durante il blitz al supermercato.

“Gravi indizi di colpevolezza”, scrive il gip nell’ordinanza che conferma il carcere per i due fratelli che dunque non cambiano il peso delle misure applicate, anche perché “non sono stati addotti elementi oggettivi o soggettivi tali da modificare il precedente provvedimento cautelare”. La coppia di fratelli si è infatti avvalsa della facoltà di non rispondere.

Non è valso nemmeno il possibile rischio di un contagio da Coronavirus in carcere: “Il pericolo del contagio da Covid19, certamente sussistente in astratto – scrive il gip - non può costituire ragione esclusiva per una modifica cautelare allorquando permangono inalterate le esigenze” di custodia “certamente molto gravi, tenuto conto della personalità di entrambi gli indagati, nei cui confronti la prognosi è certamente negativa, stante anche l’assenza di qualsivoglia resipiscenza in capo ai medesimi e i precedenti per evasione da entrambi riportati”.

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marini_1-2Annuncia però battaglia l’avvocato Giacomo Marini, il legale che assiste uno dei due fratelli, e che anticipa la volontà di presentare un’ulteriore istanza al tribunale del Riesame.

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