Gioielli, cellulari e bici: il “tesoro” dimenticato in cerca dei padroni perduti

Nei depositi di polizia e carabinieri la refurtiva recuperata nel corso delle indagini: decine di oggetti in cerca dei legittimi proprietari

Pattuglia dei carabinieri

I ladri che a ridosso del Natale del 2007 misero a segno un colpo in una delle ville della periferia ternana avevano scelto anche alcuni oggetti, con i quali, probabilmente avrebbero potuto decorare la tavola della Viglia. Due candelabri, posate in argento e oro, vasellame raffinato. Che poi, se non fosse finito sopra una qualche tovaglia di pizzo, avrebbe fatto lo stesso una ottima figura nella bottega di qualche ricettatore. La fretta della fuga non ha però permesso loro di completare l’opera. E così, il 20 dicembre di quell’anno, il bottino è stato recuperato dai carabinieri nei pressi della stazione di Narni scalo.

Ed è poi finito, insieme a decine di altri oggetti, nei depositi delle forze dell’ordine, ad allungare l’elenco degli oggetti in cerca di proprietario: gioielli, orologi, bici, telefoni cellulari, apparecchiature tecnologiche e da lavoro. Tutto trafugato in seguito a furti, blitz criminali, rapine. E ancora in attesa che qualcuno se ne riappropri.

L’archivio dei carabinieri

L’elenco è lungo. Ci sono per esempio tre frullini elettrici ritrovati a novembre del 2007 presso il centro di distribuzione primario di Poste italiane a Narni scalo. Pesanti, forse troppo, per garantire una agevole fuga a chi se ne era indebitamente impossessato. Oppure, sempre nei caveau dell’arma dei carabinieri, stazionano parcheggiate quattro biciclette da passeggio recuperate il 12 settembre 2009 in via Brodolini a Terni. O ancora un computer palmare con tanto di custodia in pelle, nascosto in una busta di plastica infilata sotto al sedile di guida di un furgone assieme ad un autoradio e recuperato durante un controllo proprio per prevenire i cosiddetti reati predatori lungo le strade della provincia. Molti anche i telefoni cellulari. La maggior parte sono ormai da pensione, vista la rapidità con cui si evolve la tecnologia, e sono stati smarriti dai proprietari e recuperati per strada o nei bus. Non è però tutta archeologia: nell’elenco figura anche un IPhone 4. Ma con scritte in tedesco.

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I “preziosi” della questura

Meno vario il “deposito” della polizia. In questo caso, la refurtiva recuperata fa tutta parte di uno stesso lotto e di uno stesso furto, ai danni di una abitazione ternana all’interno della quale era stata scassinata la “vedova”, ossia la cassaforte. La lista è lunga, eccola: un anello con brillante 2,84 carati con montatura in oro giallo; un anello con smeraldo circondato da brillantini con montatura in oro bianco, bracciale in oro con incisi geroglifici floreali; un bracciale a maglie in oro; un bracciale in argento a squame di pesce; un girocollo a catena in oro; un laccio lungo in oro con fermaglio in porcellana nella parte intermedia raffigurante la testa di una dama del '700; un paio di orecchini in madreperla con bordo in oro; una spilla antica in oro; un orologio da donna marca Omega in oro bianco con brillantini sul quadrante; un laccio a catena con maglie piccole in oro; un orologio d’oro maschile marca Tissot con dedica sul retro con scritto “mamma e papà 29/07/1982”; un girocollo con pietrine verdi e fermaglio in oro; una collana di corallo rosa; una collana in oro a maglie larghe; un, orologio da uomo in oro marca Tissot con cinturino a maglie con dedica sul retro con scritto “mamma e papà 25/02/88”. Chiude l’elenco una borsa porta Pc, bianca, marca Tucano. Recuperata dagli agenti della questura nell’ambito dell’operazione “Coffe hurts” del 22 novembre 2013. E nessuno l’ha ancora reclamata.

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