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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

Terni, allarme carcere: è tra gli istituti di pena in Italia con il maggior numero di suicidi

Il rapporto dell’associazione Antigone: ci sono oltre 550 detenuti per un tasso di affollamento del 124,4 per cento. Gli stranieri sono 129, i reclusi al 41 bis sono 26

“Gli istituti dove sono avvenuti il maggior numero di suicidi tra il 2023 e il 2024 sono le case circondariali di Roma Regina Coeli, di Terni, di Torino e di Verona. In ognuno dei quattro Istituti si sono verificati 5 casi di suicidio”.

Triste primato per la casa circondariale di vocabolo Sabbione nel dossier “Nodo alla gola”, il nuovo rapporto sulla situazione detentiva in Italia redatto dall’associazione Antigone. Secondo l’associazione, al 31 marzo 2024 a fronte di una capienza massima di 422 posti, i detenuti presenti nel carcere di Terni sono 556 (il maggior numero da un anno a questa parte) di cui 129 stranieri tanto che, rileva Antigone nel suo rapporto, “non in tutte le celle visitate sono garantiti tre metri quadrati calpestabili per ogni persona”. Il tasso di affollamento è del 124,4%: i detenuti in alta sicurezza As2 sono 11, 26 quelli in regime di 41 bis, il “carcere duro”. “Il numero dei detenuti presenti – spiega ancora Antigone - è al di sopra della capienza regolamentare. Nello specifico, sono particolarmente presenti i detenuti nella sezione M (media sicurezza protetti). I detenuti protetti sono divisi in due sezioni: protetti e riprovazione sociale”.

Della difficile condizione dietro le sbarre ternane si era occupata anche l’associazione Ristretti Orizzonti che aveva raccolto i casi di suicidi (“Morire di carcere”) rilevando come il 2023 fosse stato un anno particolarmente “nero” con tre “impiccamenti” e un’asfissia conseguente all’incendio di una cella. La vittima più giovane era stata un marocchino di 28 anni, il più anziano un albanese di 62 anni, finito in cella dopo avere ucciso la moglie a coltellate nella zona di borgo Rivo.

E quella di Terni non è l’unica drammatica situazione perché, anche nel resto d’Italia, “continua l’emergenza suicidi in carcere” con “il 2024” che “rischia di superare il tragico record del 2022”. Antigone rileva infatti che dopo il 2022, l’anno da record con 85 suicidi accertati, il 2023 e il 2024 continuano a registrare “numeri impressionanti”. Nel 2023 sono state almeno 70 le persone che si sono tolte la vita all’interno di un istituto di pena. Tra inizio gennaio e metà aprile di quest’anno, sono stati 30 i suicidi accertati. Uno ogni 3 giorni e mezzo. Sono quindi cento casi tra il 2023 e il 2024. E la maggior parte (88) sono avvenuti tramite impiccamento. Seguono i casi di asfissia da gas (5) e le morti avvenute come esito di scioperi della fame (3).

Delle cento persone che si sono tolte la vita in carcere, cinque erano donne. L’età media delle persone che si sono tolte la vita è di 40 anni. La fascia più rappresentata è quella tra i 30 e i 39 anni, con 33 casi di suicidi. Ma vi è anche la fascia dei più giovani, con 17 suicidi commessi da ragazzi con età comprese tra i 20 e i 29 anni. Le persone di origine straniera erano 42.

Dai dati a disposizione, sembrerebbe, “che almeno 22 delle 100 persone decedute soffrissero di patologie psichiatriche. Almeno 12 pare avessero già provato a togliersi la vita in altre occasioni. Emergono almeno 7 persone con un passato di tossicodipendenza. Erano invece almeno 6 le persone senza fissa dimora”.

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