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foto di repertorio

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La riconoscenza di Marco al personale ospedaliero di Terni: “Hanno salvato mio figlio”. L’iniziativa spopola

Venti pizze e quaranta cornetti ogni sera per ringraziare medici, infermieri e tutto il personale che si sta prodigando in questa fase delicatissima

Ve ne avevamo dato conto nei giorni scorsi. Dall’idea di Marco Palazzo supportato da Alina Buzna e suo fratello Marius di Qui Pizza 2 era nata l’iniziativa a favore del personale ospedaliero di Terni. Consegna gratuita di pizze per perorare la causa degli angeli in camice bianco impegnati, ogni minuto, a combattere contro il mostro invisibile denominato Covid19. “Mi sentivo in debito, in enorme riconoscenza con loro. Tre mesi fa hanno salvato mio figlio appena nato e sua madre. Credo che in questi casi tutto torna. Se qualcuno fa del bene poi alla fine, anche e seppur involontariamente, viene ricompensato. Così ho utilizzato i miei amici virtuali sui social network e ho proposto l’iniziativa di solidarietà”. Fondamentale l’apporto di Alina, una sua amica: “Si è sobbarcata il peso economico delle prime consegne, mentre avevamo già iniziato a pubblicizzare il tutto oltre che naturalmente l’impegno di prepararle e portarle all’ospedale”.

Ma come funziona?: “E’ tutto molto semplice. Ho indicato l’iban della pizzeria così i contribuenti possono versare le somme necessarie per pagare le spese delle pizze. Raccogliamo i proventi e ne assicuriamo venti al giorno. Alle 7 di sera vengono consegnate al personale ospedaliero da ormai otto giorni. Siamo dunque a quota 160 totali”.

Durante questa settimana qualcosa è cambiato: “Si è aggiunta Giulia Giocondi della pasticceria Tonka. Stessa modalità per permettere ai dipendenti di poter fare colazione. In questo caso arriva verso le 20,30 e porta 40 cornetti a giornata. (In questo frangente sono 200 quelli consegnati ndr). E’ un progetto online, mi appunto minuziosamente tutte le entrate per poter consentire di sanare completamente le uscite. Sta funzionando così tanto che parte dei proventi potrebbero essere destinati all’acquisto di un macchinario. Dobbiamo attendere come procedere in tal senso”. Di professione Marco fa il fotografo, aspetta di poter tornare a lavorare normalmente ed aggiunge: “Sapere che tanta gente si è interessata e altrettanti medici, infermieri, personale ospedaliero abbiano gradito fa enormemente piacere”. 

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