Rogo Thyssen, carcere a metà per Espenhahn e Priegnitz. Le famiglie delle vittime: ci incateneremo a Roma

La procura tedesca ha autorizzato il regime di semilibertà per i due manager tedeschi ritenuti responsabili dell’incendio che causò la morte di sette operai a Torino. Entro un mese dovrebbe partire l’esecuzione della pena

Le vittime del rogo

SI chiama offener Vollzug lo strumento giuridico attraverso il quale Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz potranno godere del regime di semilibertà. Questo significa che i due manager tedeschi condannati per il rogo che il 6 dicembre del 2007 costò la vita a sette operai negli stabilimenti di Torino della Thyssenkrupp saranno sì detenuti in un penitenziario tedesco, ma potranno lasciarlo durante il giorno per andare a lavorare e poi rientrare la sera.

Il via libera è arrivato nelle scorse ore da parte della procura di Essen: entro un mese verrà eseguita la pena per la quale Espenhahn e Priegnitz dovranno scontare cinque anni di cella per i fatti di Torino di 13 anni fa.

A darne notizia è stata Radio Colonia, che cita la procuratrice Anette Milk. La novità ha immediatamente scatenato la reazione dei famigliari delle vittime dell’incendio. “Ci incateneremo a Roma. Andremo a Essen. Qualcosa faremo. Devono dirci come è possibile questa cosa, ha commentato Rosina Platì, mamma di una delle sette vittime.

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